Inchiesta Petrolio. Lo Bello (Confindustria) ascoltato in Procura a Potenza

Il vicepresidente di Confindustria Ivan Lo Bello (a sinistra)

Il vicepresidente di Confindustria Ivan Lo Bello (a sinistra)

Una lunga attesa e due ore d’interrogatorio. Questa la permanenza di Ivan Lo Bello al Tribunale di Potenza, dove quest’oggi è stato ascoltato in Procura dai PM titolari dell’inchiesta sul petrolio lucano nell’ambito del filone siciliano. Al vicepresidente di Confindustria, indagato per associazione a delinquere, accuse sulla presunta affiliazione al “quartierino” di Gianluca Gemelli – il compagno dell’ex ministro Guidi – smanioso di mettere le mani sul porto siciliano di Augusta, tappa finale del greggio made in Basilicata. “Sono sereno – questo l’unico commento rilasciato ai cronisti all’entrata ed all’uscita in serata dagli uffici giudiziari insieme ai suoi legali.”

Nei scorsi giorni, diversi organi di stampa avevano evidenziato le intercettazioni chiave ed il relativo ruolo di Lo Bello: reo di aver fatto pressioni sul ministro alle infrastrutture Del Rio, ascoltato a Roma da persona informata sui fatti, circa la riconferma di Alberto Cozzo all’autorità portuale siciliana.

 

FILONE LUCANO: POSTICIPATA CIG DIPENDENTI COVA ENI VIGGIANO (Pz)

“Abbiamo posticipato la messa in cig dei dipendenti” del Centro Oli di Viggiano in provincia di Potenza (dove è stata sospesa la produzione) “perché sarebbe stato un danno per il tessuto sociale. Ora aspettiamo con fiducia le decisioni dei magistrati”. Così il presidente dell’Eni Emma Marcegaglia a margine della presentazione di un accordo fra l’Università Luiss (di cui Marcegaglia è presidente) e la Cisl rispondendo a una domanda sul sequestro dello stabilimento di Eni coinvolto nell’inchiesta sul petrolio in Basilicata. “Abbiamo proposto una piccola modifica all’impianto che auspichiamo sia autorizzato in tempi brevi” ha aggiunto Marcegaglia con nota diffusa dall’Ansa.

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