Inchiesta petrolio. Venerdì Gemelli in Procura a Potenza

Gianluca Gemelli inchiesta petrolioSi riaccendono i fari sulla Procura di Potenza, dove nelle prossime ore è atteso Gianluca Gemelli, imprenditore del “quartierino” affiliato alle lobby per mettere le mani sugli appalti petroliferi lucani a Tempa Rossa.

L’ex compagno di Federica Guidi, ministro ufficialmente dimessa per opportunità politica, sarà ascoltato dai Pm del capoluogo che ne avevano inizialmente voluto l’arresto. Dopo la mole di conversazioni telefoniche e messaggi intercettati, gli inquirenti vorranno approfondire i dettagli degli interessi sul greggio in Basilicata ma anche del cosiddetto filone siciliano dell’inchiesta con al centro il porto di Augusta, nel quale Gemelli è figura centrale con le accuse di corruzione e traffico d’influenze e dal quale sono emersi a vario titolo i nomi dell’Ammiraglio De Giorgi, sotto la lente investigativa per abuso d’ufficio, e del numero due di Confindustria Lo Bello, per associazione a delinquere.

Nelle stesse ore, intorno a mezzogiorno, la Prefettura di Potenza vedrà l’arrivo della Commissione Bicamerale sul Ciclo dei Rifiuti ed illeciti ad esso connesso, in pieno tour tra la Val d’Agri ed il capoluogo per svolgere una nuova inchiesta. Rispetto all’eco nazionale dei fatti su Tempa Rossa, il rischio d’inquinamento ambientale al COVA Eni di Viggiano è ormai diventata la prima preoccupazione della classe politica e dell’opinione pubblica regionale.

Tanti i tasselli del mosaico ancora da comporre, utili a definire i contorni di questa inchiesta sul petrolio ormai estesa su altri piani. Stando ai fatti, fin’ora i titolari dei fascicoli Basentini e Triassi hanno ottenuto dei punti a favore dal Tribunale del Riesame, il quale ha rigettato in toto la richiesta di revoca dagli arresti domiciliari per l’ex sindaco di Corleto Perticara, Rosaria Vicino, e dei 5 dipendenti Eni.

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