Inchiesta Petrolio. Riesame rigetta anche i ricorsi dei 5 dipendenti ENI, a Viggiano la Commissione d’Inchiesta

Sabato scorso lo stesso Tribunale del riesame ha rigettato il ricorso presentato dall’Eni per il dissequestro di due vasche nel Cova di Viggiano e di un pozzo di reiniezione a Montemurro, mentre nei giorni scorsi erano state respinte anche le istanze dell’ex sindaco e del vice sindaco di Corleto e di un ex dirigente della Regione Basilicata

Il Tribunale del riesame di Potenza ha respinto i ricorsi presentati dai legali di cinque dipendenti del Centro Oli dell’Eni di Viggiano (Potenza), ai domiciliari dallo scorso 31 marzo.

Il riesame ha quindi rigettato tutte le istanze contro le misure cautelari emesse dal gip di Potenza nell’ambito dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza e dalla Dna.

I dipendenti dell’Eni ai domiciliari dallo scorso 31 marzo sono Vincenzo Lisandrelli, Roberta Angelini, Nicola Allegro, Luca Bagatti e Antonio Cirelli. Sabato scorso lo stesso Tribunale del riesame ha rigettato il ricorso presentato dall’Eni per il dissequestro di due vasche nel Cova di Viggiano e di un pozzo di reiniezione a Montemurro (Potenza).

Dopo la decisione, la compagnia ha annunciato l’avvio delle procedure di fermata del Centro Oli, mentre i 354 dipendenti saranno “riallocati” o messi in cassa integrazione. Sono state inoltre inviate le lettere “di sospensione contrattuale e degli ordini di lavoro con i fornitori del Centro”.

E su questa vicenda intervengono i parlamentari in queste ore in missione in Basilicata della Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo illegale dei rifiuti Paola Nugnes e Stefano Vignaroli del M5S secondo i quali “si sarebbe potuto non procedere con la cassa integrazione e si sarebbe potuto non innescare strumentalmente la protesta”.

Davanti al Centro Oli intanto c’è stata la manifestazione degli operai che non ci stanno ad accettare la cassa integrazione imposta dall’Eni. “La decisione” sempre per i parlamentari è stata “presa in modo unilaterale da ENI e sta creando tensioni e malumori crescenti”.

Secondo i pentastellati, “la chiusura del Cova (Centro Oli Val d’Agri) rappresenterebbe un danno enorme, avrebbe riflessi negativi di tipo economico e lavorativo, oltre che sulle 400 famiglie, su tutta la regione Basilicata”.

Nugnes e Vignaroli hanno inoltre specificato che la Commissione stamani “ha audito il Questore di Potenza, Giuseppe Gualtieri, anche relativamente a questa vicenda” e che la stessa Commissione è stata impegnata con le audizioni della associazioni ambientaliste, del Procuratore della Repubblica e dei sostituti del tribunale di Potenza oltre al sopralluogo proprio al Centro Oli di Viggiano per avere maggiori informazioni e un quadro ancora più dettagliato della situazione”.

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