Inchiesta petrolio. Potenza, in Procura ex sindaco e vicesindaco Corleto Perticara

Rosaria Vicino Procura PZL’ex sindaco di Corleto Perticara Rosaria Vicino è stata ascoltata in Procura a Potenza. Finita agli arresti domiciliari insieme ad altre 5 persone coinvolte nell’altro filone d’inchiesta sul Centro Oli Eni di Viggiano, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Stessa posizione dell’ex vicesindaco Giambattista Genovese, raggiunto da divieto di dimora, e che non ha parlato dinanzi ai pm titolari dell’inchiesta Francesco Basentini e Laura Triassi.

Secondo gli inquirenti, la Vicino sarebbe la figura chiave al centro del filone sugli appalti che riguardano il Centro Oli Tempa Rossa. La parte dell’inchiesta che ha evidenziato la questione politica con il governo, per via dell’intercettazione tra Gemelli e la Guidi. Uscita dagli uffici giudiziari in silenzio, avrebbe però rilasciato delle dichiarazioni spontanee. Secondo l’Ansa regionale lucana ha dichiarato: “Ho agito nell’interesse della comunità, senza alcun ritorno personale e senza ottenere vantaggi economici o elettorali”.

Nel pomeriggio, prosegue il lavoro nell’aula del Gip, dove saranno ascoltati i due imprenditori lucani Lorenzo Marsilio e Vincenzo Clemente, coinvolti nello stesso filone e sospesi per sei mesi dall’esercizio dell’attività.

Intanto la Procura della Repubblica di Potenza “esclude categoricamente qualsiasi attività d’indagine che riguardi la legge di stabilità 2016”: a precisarlo procuratore capo, Luigi Gay che ha fatto riferimento ad articoli “che ipotizzano un’attività investigativa su provvedimenti legislativi o, comunque, su atti di natura strettamente politica” in relazioni alle indagini sul petrolio in Basilicata.

Inoltre, sempre il procuratore Gay ha ribadito che “in relazione all’attività petrolifera svolta da Eni ad oggi non è iscritta l’ipotesi di disastro ambientale”. Il riferimento è al filone dell’inchiesta riferita allo smaltimento dei rifiuti prodotti nel centro oli di Viggiano (Potenza) dell’Eni

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