Inchiesta Petrolio. Federica Guidi al telefono con il compagno, indagato. E lui chiama Total

“E poi dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato se è d’accordo anche Maria Elena, quell’emendamento che mi hanno fatto uscire…alle quattro di notte!”.

Total Tempa Rossa(di Matteo Guidelli e Mario Restaino) –  E’ il 5 novembre del 2014 e il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi rivela al suo compagno Gianluca Gemelli – titolare di due società che operano nel settore petrolifero e indagato dalla procura di Potenza per concorso in corruzione e millantato credito (il gip non ha accolto la richiesta di arresto) – una notizia ancora riservata.

Un annuncio che, dicono gli inquirenti, favorirà proprio Gemelli, poiché il provvedimento che sarà poi inserito nella Legge di stabilità avrebbe agevolato l’iter delle autorizzazioni necessarie alla realizzazione del progetto ‘Tempa Rossa’, il giacimento petrolifero della Basilicata la cui base logistica è prevista a Taranto nella raffineria Eni. Un progetto dal valore complessivo di 1,6 miliardi e sul quale Gemelli aveva diverse mire.

Il 5 novembre, alle 17.10, gli investigatori sentono dunque il ministro dire al compagno: “…quell’emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte…alle quattro di notte…! rimetterlo dentro alla legge…con l’emendamento alla legge di stabilità e a questo punto se riusciamo a sbloccare anche Tempa Rossa.. ehm…dall’altra parte si muove tutto”.

A quel punto il compagno chiede se la corsa riguardasse anche “i miei amici”. “Eh certo, capito? – risponde Guidi – certo…te l’ho detto per quello”. Gemelli non perde tempo e contatta il dirigente della Total Giuseppe Cobianchi, con il quale da tempo è in contatto.

“La chiamo per darle una buona notizia – dice – ..si ricorda che tempo fa avevano ritirato un emendamento, ragion per cui c’erano di nuovo problemi su Tempa Rossa…pare che oggi riescano ad inserirlo nuovamente al Senato…ragion per cui…se passa…e pare che ci sia l’accordo con Boschi e compagni…se passa quest’emendamento…che pare…siano d’accordo tutti…perché la Boschi ha accetto di inserirlo…è tutto sbloccato! (ride) volevo che lo sapesse in anticipo…e quindi questa è una notizia…penso che sia positiva! mi hanno chiamato adesso e mi hanno detto…’guarda lo inseriamo di nuovo’ e quindi siamo a posto!…se me l’hanno detto penso che sia chiuso…perché mi dicevano che anche la Boschi era d’accordo…quindi incrociamo le dita ma dovrebbe essere così”.

Ma Gemelli vuole che la notizia arrivi direttamente all’Ad della Tecnimont – una società che ha dato lavori in subappalto ad una delle sue aziende – per “ingentilirsi i vertici della società”, scrive il Gip. Così chiama il dirigente Luigi Anselmi.

“Ascolta c’è un’informazione importante per il tuo Ad…glielo dobbiamo far sapere subito… mi hanno chiamato, e tu sai chi, e mi diceva che invece che…d’accordo con la Boschi e…lo stanno reinserendo quell’emendamento, quindi sbloccheranno il tutto…solo che io avrei necessità di dirlo anche a lui…perché gli deve arrivare prima che sia ufficiale…se no non abbiamo fatto niente…”.

Pittella e i contatti “Forti con Renzi”

Con Cobianchi, le telefonate sono costanti e in una di queste Gemelli racconta del suo incontro con il presidente della Basilicata Marcello Pittella soffermandosi, scrive sempre il giudice, “sul ruolo politico assunto da Pittella e sui contatti ‘forti’ che il fratello di questi, Gianni, europarlamentare, aveva con il premier”. Dice infatti Gemelli: “Lui tramite il fratello che è al Parlamento europeo…ha dei contatti fortissimi con Renzi e quindi riesce a bloccare cose che… (ride)…che altri non ci arriverebbero, ma comunque…!”.

Il Convegno a Roma e il “Risvolto Politico”

Nelle carte viene citato anche un convegno dell’11 novembre 2014 a Roma con Guidi e il ministro dell’Ambiente Galletti promosso, secondo il compagno del ministro, dalla Fondazione italiani europei di Massimo d’Alema. Un’occasione “per dimostrare a tutti i soggetti responsabili delle compagnie petrolifere – si legge nell’ordinanza – le possibilità che Gemelli disponeva anche solo in termini di contatti ai più alti livelli governativi”.

Gemelli infatti telefona a Cobianchi e lo invita: “c’è un bel convegno… se lei aveva piacere…perché è una cosa interessante…c’è tutto un ambiente interessante che le può servire perché c’è il ministro…mi è venuto subito in mente lei, mi spiego? (risata)”. Ma non solo: “…siccome è la fondazione italiani europei che lo promuove e quindi è D’alema e company…può essere una cosa interessante”. “Ho capito ho capito – risponde il dirigente Total – quindi c’è un risvolto un po’ politico diciamo”. E lui: “purtroppo viviamo in Italia, viviamo in Italia”. “Volendo sottolineare con questa affermazione – dice il giudice – come per sbloccare la questione sarebbe stato d’obbligo anche l’approccio politico”.

L’incontro tra Mimì e Cocò

Il 23 ottobre del 2014, il dirigente della Tecnimont Franco Broggi chiede a Gemelli se c’è stato l’incontro tra “mimì e cocò”. “No non si sono incontrati – risponde Gemelli – è allucinante questo tizio…pare che abbia più appuntamenti del papa lui!…Penso che questa settimana in un modo o nell’altro si vedranno sempre che non è Federica a rinviare (risata)….che poi io non capisco non dovrebbe essere lui a perorale la causa per andare lì e sbloccare la cosa, cioè penso che era per quello che voleva andare?”. Secondo gli inquirenti i due protagonisti sarebbero il ministro Guidi e un rappresentante della Tecnimont. E l’incontro ci sarebbe stato.

I contatti del sottosegretario De Filippo

Nell’ordinanza un paragrafo è dedicato ai “contatti” tra il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, ex governatore della Basilicata, e l’imprenditore Pasquale Criscuolo. In una intercettazione De Filippo invita Criscuolo, “qualora avesse necessità di risolvere problematiche sulla capitale”, a rivolgersi ad una sua assistente: “chiedile tutto che lei ti può spiegare tutto è una persona di grande valore a parte che se ti serve qualsiasi cosa è in condizioni di risolverti molti problemi su Roma”. (ANSA)

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