Petrolio. Parole come macigni dal procuratore nazionale Roberti, le reazioni

A poche ore dalle parole del Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti sull’inchiesta della direzione nazionale antimafia a riguardo delle attività estrattive in Basilicata si registrano diversi commenti.

Centro Olio Eni“Quello che sta emergendo in queste ore” dichiara Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani “è solo la punta dell’iceberg”.

L’autore del libro “le mani nel petrolio” dichiara che nel caso “le ipotesi di reato dovessero trovare riscontro, saremmo di fronte a reati di inaudita gravità. La vicenda petrolifera lucana ha prodotto un inquinamento non solo ambientale, ma anche, o forse soprattutto, un inquinamento delle coscienze”.

E mentre il consigliere regionale del M5S Leggieri invoca una speciale commissione d’inchiesta, Maria Murante (Coordinatrice regionale SeL-Si Basilicata) e il senatore Barozzino di Sinistra Italiana parlano “al di là del profilo giudiziario grave” di un “macigno di natura politica”. “Quella che emerge” secondo i rappresentanti locale e romano di sinistra “è una questione morale grande quanto una montagna, e che tiene dentro di sé le denunce che in questi anni abbiamo portato avanti sull’affare petrolio in Basilicata”.

E a livello nazionale le parole che il procuratore antimafia Roberti ha pronunciato a Potenza “Siamo di fronte a una organizzazione criminale di stampo mafioso, organizzata su base imprenditoriale” spingono i deputati di Sinistra Italiana a chiedere alla presidenza della Camera l’Istituzione di una commissione di inchiesta sulla gestione del Petrolio, traffico di rifiuti e sull’operato di Eni in Basilicata.

A firmare la richiesta in una nota sottoscritta dal coordinatore di Sel Nicola Fratoianni e da Filiberto Zaratti segretario della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul ciclo dei rifiuti sono i lucani Antonio Placido e Vincenzo Folino.

Si registra in queste ore anche il commento della presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni
“Oggi l’illegalità ambientale può essere contrastata con maggiore facilità anche grazie alla legge sugli ecoreati in vigore dal maggio dello scorso anno, norma che abbiamo chiesto per oltre 20 anni e che già oggi, a pochi mesi dall’entrata in vigore, ha prodotto enormi risultati a totale beneficio di ambiente e cittadini. Ma non basta. Serve liberare i territori dalla schiavitù delle fonti fossili, ed è per questo che il referendum del 17 aprile potrà dare un enorme contributo alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo di un futuro pulito”.

L’Associazione “Libera Basilicata” chiede che venga fatta piena luce sui diversi filoni d’indagine “per cominciare a ricostruire un rapporto di fiducia tra le istituzioni e i cittadini, in particolare quelli della Val d’Agri che primi fra tutti subiscono da decenni le conseguenze dello sfruttamento e della devastazione del territorio in cui vivono”.

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