Terrorismo islamico. Sarebbe Bari la centrale pugliese dei documenti falsi

Una specifica delega di indagini per individuare eventuali passaggi sospetti da Bari di presunti terroristi è stata affidata dalla Procura Antimafia.

BariGli accertamenti, delegati a Digos e Carabinieri del Ros, hanno come punto di partenza gli elenchi delle le persone a vario titolo coinvolte negli attentati terroristici di Parigi e Bruxelles.

Gli investigatori baresi, coordinati dai pm Roberto Rossi e Renato Nitti, vogliono verificare se, oltre ad Abdeslam Salah, intercettato al porto di Bari il primo agosto 2015 diretto in Grecia, altri presunti componenti di cellule jihadiste abbiano scelto il capoluogo pugliese per uscire o entrare in Europa.

Per ora non risultano altri passaggi sospetti ma gli accertamenti sono in fase iniziale. L’indagine della Procura di Bari con l’ipotesi di terrorismo internazionale di matrice islamica ha portato nelle ultime settimane all’arresto di tre persone: il 38enne iracheno Ridha Shwan Jalal e due 31enni britannici di origini irachene, tutti in carcere per favoreggiamento della immigrazione clandestina e possesso di documenti falsi.

L’ipotesi degli inquirenti è che Bari sia luogo di passaggio e soprattutto base per supporto logistico a foreign fighters e per questo stanno cercando di individuare il luogo di fabbricazione e smistamento dei documenti falsi. A confermarne la provenienza barese sarebbe stato proprio il 38enne iracheno Ridha Shwan Jalal, arrestato il 14 marzo perché trovato in possesso di un falso passaporto della Repubblica Ceca.

In un interrogatorio investigativo al quale l’uomo è stato sottoposto nei giorni scorsi all’interno del carcere di Bari, avrebbe spiegato di aver ricevuto il documento falso da un cittadino albanese residente a Bari. Circa due settimane fa, poi, l’appuntamento con i due britannici (poi arrestati) per consegnare loro altri cinque visti falsi la cui destinazione è tuttora in corso di accertamento da parte dell’Antimafia. (ANSA)

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