Attacco all’Europa. Le testimonianze degli italiani a Bruxelles

 “Qui c’è davvero il delirio, non immaginavamo potesse succedere davvero, né che si arrivasse a questo punto”.

BruxellesCosì Francesco Cisternino, pugliese, che lavora a Bruxelles come ‘policy advisor’ per Confcommercio, commenta la situazione nella capitale belga dopo gli attentati di questa mattina.

“Venendo al lavoro” dice “ho visto persone in lacrime per strada: dai taxi stanno facendo scendere tutti per i ‘Security Check’, stanno controllando chiunque”.

Francesco riferisce che una sua collega “che si trovava a bordo del treno in metropolitana è stata fatta scendere, insieme agli altri passeggeri che hanno dovuto camminare sui binari per uscire dalla Metro”. Per ora, aggiunge, “le linee dei telefoni cellulari sono tutte in tilt mentre i social funzionano”. “Stavolta” conclude “è veramente brutto”.

Anche Mimino Ricciardi lucano, di Lauria commenta: “l’attacco nei pressi di una delle due fermate che utilizzo per andare al lavoro. Stamattina ho fatto tardi e mi sono reso conto solo dopo, e grazie ai messaggi che mi arrivavano dagli amici che mi avvisavano di non andare al lavoro, di quello che stava succedendo”.

Anche il materano Lorenzo Iacovone, a Bruxelles per lavoro ha appreso da fonti esterne “la tv” quel che stava accadendo “ma ho deciso di andare al lavoro prendendo la metro” aggiunge “sono stato fortunato perchè ho preso uno dei treni precedenti a quello dell’attentato, abito a pochi minuti dal palazzo della Commissione Europea. Arrivati alla fermata di Jacques Brel però ci hanno fermato ed hanno fatto evacuare la stazione”.

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