Disordini a Fardella in Basilicata, nel centro di accoglienza. Il sindaco: espellere i responsabili

Domenica Orofino, sindaco di Fardella (PZ)

Domenica Orofino, sindaco di Fardella (PZ)

Un litigio partito per colpa del cibo: è scaturita da questo la controversia cominciata ieri sera a Fardella presso il centro di accoglienza di corso Garibaldi, quando alcuni ospiti della struttura gestita da Senis Hospes, hanno protestato occupando un ufficio e impedendo ad alcuni operatori di andare via.

Ieri, infatti, sono state portate nella struttura derrate alimentari per consentire agli ospiti di utilizzare le cucine appositamente installate nella struttura. Un servizio richiesto dagli stessi ospiti per non continuare a mangiare cibo portato dall’esterno.

Alla vista della tipologia degli alimenti, però, sembra sia scaturito un malcontento che ha portato ad un litigio, con la collocazione di pezzi di legno davanti alle auto degli operatori della cooperative, per evitare che andassero via. Questa mattina la querelle è continuata, tanto che è stato necessario l’intervento dei Carabinieri, sui quali alcuni ospiti si sarebbero scagliati.

Alla fine i militari hanno fermato e condotto in caserma un ragazzo nigeriano. “Ero in riunione presso la sede del Parco del Pollino a Castrovillari quando ho ricevuto telefonicamente la notizia di ciò che stava succedendo” ha spiegato il sindaco Domenica Orofino “ho fatto richiesta alla Prefettura di espellere chi si è reso responsabile di questi atti, come già era successo tempo fa per un litigio avvenuto tra gli stessi ospiti. Anche in quel caso ci fu una espulsione. Mi risulta che era stata concordata con tutti gli ospiti la tipologia di cibo, in base ad una tabella dietetica stabilita anche di concerto con l’Asp. Comunque, se ci sono problemi occorrerebbe ragionare con calma e non aggredire o occupare una struttura”.

Fardella ha, nel proprio territorio, due strutture che ospitano richiedenti asilo. Una, quella di corso Garibaldi; l’altra, quella adiacente la sede municipale. In totale le strutture possono ospitare una trentina di persone, anche se attualmente non sono al completo.

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