Rifiuti bruciati nella Cementeria di Barletta, partiti gli avvisi di garanzia

Tra i 18 ci sono anche tecnici della Provincia, Regione e Arpa. La Procura di Trani: inquina. Il sindaco: il Comune voleva una nuova AIA; il presidente della Provincia: ci costituiremo parte civile

Cooperazione in disastro ambientale colposo, falso e abuso d’ufficio in concorso. Sono i reati di cui dovranno rispondere 18 persone alle quali sono stati notificati altrettanti avvisi di garanzia, disposti dalla procura di Trani.

Barletta - Cementeria Buzzi-UnicemSi tratta dei responsabili di alcuni stabilimenti che si trovano nella città di Barletta, a ridosso del centro abitato, e di funzionari e tecnici della provincia di Barletta – Andria – Trani, della Regione Puglia e dell’Arpa Puglia. I primi sono i rappresentanti legali della cementeria della Buzzi-Unicem e di altre ditte che ne formano una sorta di indotto: la Dalena Ecologica, il cui stabilimento principale, oltre a quello di Barletta, si trova a Putignano, nel barese; la Trasmar, di Barletta; la Corgom di Corato, in provincia di Bari.

Sono tutte aziende che si occupano di rifiuti. La cementeria, secondo il pm inquirente, Antonio Savasta, il quale ha affidato le indagini alla guardia di finanza, avrebbe immesso in atmosfera sostanze inquinanti oltre i limiti di legge, “esponendo la popolazione della città di Barletta al rischio di inalazione di fattori inquinanti dannosi alla salute”.

Ciò sarebbe stato possibile, secondo l’accusa, grazie a un incremento, concesso da provincia e regione allo stabilimento, del quantitativo di rifiuti da bruciare. La cementeria, però, non aveva solo incrementato la sua attività, bensì, sempre secondo l’accusa, mutato la natura stessa della sua attività, passando dall’incenerimento di oli minerali a quello di rifiuti speciali.

Per questo ai responsabili delle aziende, nella lista degli indagati si aggiungono sei tecnici della provincia di Barletta – Andria – Trani, facenti capo al comitato istituzionale che nel 2011 ha rilasciato la Via, Valutazione di impatto ambientale, propedeutica all’Aia rilasciata dalla regione, due dirigenti del settore Ambiente della regione Puglia e cinque tecnici dell’Arpa Puglia. Negli ultimi anni numerose sono state le segnalazioni e le richieste di intervento alle istituzioni fatte da cittadini e comitati, preoccupati dalla attività della cementeria. (ANSA)

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