Tragedia della mongolfiera a Matera, gli ultimi sviluppi delle indagini

TRM04 MongolfieraA distanza di 48 ore dal terribile incidente in mongolfiera che ha prematuramente strappato alla vita Davide Belgrano e Giuseppe Lasaponara, gli inquirenti sono ancora al lavoro per ricostruire una dinamica attendibile di quanto effettivamente accaduto sull’ultimo volo della mongolfiera con matricola D-Ojzw, manovrata dal 72enne tedesco Hans Rolf Friedrich, considerato “espertissimo”, indagato per duplice omicidio colposo, e attualmente ricoverato all’ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera, nel reparto di Chirurgia plastica con una prognosi di 40 giorni per ustioni riportate soprattutto agli arti superiori, il cui interrogatorio, come ci spiega il capitano Corciulo del comando provinciale dei Carabinieri, che svolgono le indagini coordinate dal PM De Fraia, sarà sicuramente utile a rendere meno “borderline” la ricostruzione di quanto accaduto.

I fatti sono ormai tristemente noti: durante il volo didattico per gli studenti del corso aeronautica dell’istituto Olivetti, il pallone aerostatico in questione si scontra con un cavo di corrente e a bordo si genera un principio di incendio. I due ragazzi precipitano al suolo perdendo la vita, l’uno a qualche centinaia di metri dall’altro, Belgrano poco dopo l’impatto e Lasaponara poi, mentre il mezzo, con Friedrich ancora a bordo, si adagia poco dopo su un rudere nell’aperta campagna sottostante Montescaglioso.

Sul perché la mongolfiera abbia urtato quel cavo non è possibile, al momento, dare risposte: non erano segnalati adeguatamente? Lo sostengono ad esempio dall’organizzazione, ma fino a quando non saranno disponibili i risultati delle perizie effettuate ieri da un tecnico dell’Agenzia per la sicurezza del volo, che ha aperto un’indagine, e da un ingegnere aeronautico nominato dalla Procura, non ci si potrà esprimere compiutamente. Sulle cause della morte dei due studenti, invece, le due ipotesi restano “molto vicine” tra loro: Belgrano è il primo a precipitare; secondo l’autopsia effettuata ieri a Matera dal medico legale Di Fazio potrebbe risultare “verosimile” che sia caduto per una reazione di panico improvvisa e inconscia generata dal fuoco sprigionatosi ma, al contempo, per sfuggire allo stesso avrebbe potuto più semplicemente perdere l’equilibrio. Se il fatto sia incidentale o volontario, insomma, se si tratti di panico o di disequilibrio, gli investigatori ci tengono a precisare che sono “strade ancora bene aperte”. E lo stesso vale per Lasaponara, per il quale pare meno verosimile l’ipotesi di una reazione immediata al fuoco ma più quella di un tentativo di sottrarsi allo stesso assumendo una posizione instabile, ad esempio sul bordo del cestello o in extremis aggrappandosi al cordone.

Al momento, insomma, contrariamente a chi in mondo sommario, da più parti, diffonde affermazioni nette, hanno ancora senso entrambe le realtà e le indagini di Procura e Carabinieri proseguono proprio per dirimere quanto prima le questioni, anche se, come detto, fondamentali saranno gli esiti di perizie tecniche e autopsia da incrociare con le testimonianze raccolte, in primis quella del manovratore.

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