Policoro. No alle trivelle. La Cgil: “Ci saremo, ma basta con gli slogan”

Angelo Summa - CGIL

Angelo Summa – CGIL

“La Cgil farà la sua parte in linea con la convinzione, maturata ormai da tempo, che la Basilicata in termini di estrazioni e contributo energetico offerto all’intero Paese abbia già ampiamente raggiunto il limite massimo”. E’ quanto afferma, in una nota, il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa.

“Siamo convinti, più che mai, che sia il momento dello stare insieme e soprattutto della responsabilità: solo uniti, e con la estrema chiarezza delle proprie posizioni a partire da chi ricopre ruoli istituzionali e di governo, potremmo determinare risultati e bloccare questo Governo nazionale che ha purtroppo dimostrato finora di essere miope e decisionista contro le sensibilità e gli interessi dei territori.

Un governo antimeridionalista che sta sempre più facendo emergere il suo profilo centralista. Un Governo che puntualmente ha messo in atto azioni contro i diritti dei lavoratori e delle classi più deboli e che si dimostra ingordo con la Basilicata: da un lato punta a prendersi tutto ciò che può dal sottosuolo lucano e ora anche dal fondo marino e dall’altro concede solo le briciole in termini di dotazioni e investimenti infrastrutturali continuando a riempire il libro delle promesse non mantenute che è un classico degli ultimi lustri.

Chiediamo però a tutti di fare la propria parte in maniera decisa e trasparente. Lo chiediamo innanzitutto al Presidente della Regione, Marcello Pittella. Abbiamo letto con attenzione la lettera che ha inviato insieme ai Presidenti della Puglia, Emiliano e della Calabria, Oliverio per tentare di convincere Renzi attraverso il Ministro Guidi a recedere da questo ennesimo schiaffo ai lucani e ai meridionali in senso più largo.

Quindi no ad ulteriori trivellazioni, in terra ed in mare, oltre l’autorizzato. (154 mila barili).

La Regione definisca con chiarezza le aree che potranno essere interessate all’attività estrattiva delimitando le stesse anche nell’ottica e nel rispetto della moratoria approvata dal consiglio regionale in merito al non superamento dei 2000 km quadri che attualmente sono interessati all’attività estrattiva rispetto ai 10 mila km quadri dell’intero territorio regionale.

Occorre maggiore chiarezza e trasparenza nella complessa gestione dell’attività autorizzativa e nella effettuazione dei relativi controlli ambientali . Non è possibile continuare ad assistere ad un livello di approssimazione e di omissioni nei controlli e nel monitoraggio diventati ormai intollerabili. Si assumano le decisioni conseguenti per restituire credibilità ed autorevolezza all’agenzia regionale per la protezione ambientale se si vuole realmente assicurare e salvaguardare la salute dei lavoratori e delle comunità locali e più complessivamente dei lucani”.

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