La lettera di Don Cozzi ai giovani coinvolti nell’operazione “Oscar”: rinnegate il vostro sangue

Don Marcello Cozzi (Ph. Nanopress)

Don Marcello Cozzi (Ph. Nanopress)

POTENZA – “Come se negli ultimi anni non ci fossero stati morti ammazzati. Come se i vostri nomi non evocassero vecchie conoscenze della cronaca nera. Come se i vostri familiari non fossero detenuti e qualcuno tra loro non si portasse sulla pelle il marchio infamante dell’associazione mafiosa. Come se non fosse capitato anche a voi di piangere il proprio sangue versato”. E’ con questo incipit che Don Marcello Cozzi (vicepresidente di Libera) apre una Lettera Aperta inviata ai giovani coinvolti nell’operazione Oscar.

Si tratta di almeno nove persone, accusate di aver creato nel Melfese una consolidata rete di spaccio di stupefacenti, con una precisa suddivisione del territorio e l’utilizzo di persone per la vendita diretta della droga, che in alcuni casi usavano anche esercizi pubblici come “deposito” e locali per lo scambio di cocaina, hascisc e marijuana, arrestate lo scorso 7 ottobre dalla Polizia.

Le indagini sono cominciate nel 2012, grazie alle dichiarazioni di alcuni pentiti sui rapporti tra i clan Cassotta e Riviezzi: una parte dei proventi andava alle famiglie dei detenuti.

Proprio dal modello di organizzazione mafioso il prelato è partito per la sua dura reprimenda, che pubblichiamo di seguito:

“Secondo le ipotesi della Procura, avete agito come se la vita non vi avesse insegnato niente, come se non vi avesse consegnato fatti e avvenimenti su cui riflettere e da cui prendere spunto per smarcarvi da quelle nefaste di certi vostri familiari.
Ed invece niente!
Avete preferito le loro orme. Avete scelto quei codici. Vi siete incamminati su quei percorsi.
Come se non sapeste che questa strada non vi porterà da nessuna parte, che anche voi sarete costretti a vivere in fuga, a guardarvi le spalle e a dubitare di tutti, anche delle vostre ombre.
Voi invece avete scelto la strada per l’inferno.
Alla vostra età i giovani si inebriano di vita, sognano e progettano il futuro. Voi tramate nell’ombra, vi guardate l’un dall’altro, vi schiacciate nelle logiche vendicative, vi incatenate a codici di morte.
Spero che queste poche righe vi giungano perché sappiate che non vi faremo sconti come abbiamo fatto con i vostri familiari e genitori, ma anche che siete troppo giovani per non pensare, noi, di invitarvi a rinnegare le vostre famiglie, quelle di sangue e quelle di morte.
Fate ancora in tempo”.

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