Il sindaco di Viggiano scrive a Renzi. Cicala: “gente della Val D’Agri, cittadini italiani al pari degli altri”

image“Se è così importante per l’Italia il petrolio lucano è un Suo dovere trovare il tempo da dedicare alla nostra terra”. A scriverlo è il sindaco di Viggiano, Amedeo Cicala, in una lettera indirizzata al premier Matteo Renzi. Il primo cittadino “scrive poche righe”, dopo le notizie apparse a seguito dell’approvazione dello Sblocca Italia.

Cicala si sofferma soprattutto su un punto: l’eventualità di nuove estrazioni ed è per questo che descrive al premier il territorio di Viggiano, sede del Centro Olio, “il quale – scrive – dista meno di 1 km dal centro abitato.” “Questo per dirle – argomenta il sindaco – che non si estrae nel deserto libico e che modifiche alle politiche energetiche nazionali devono essere condivise con le realtà locali”.

E il sindaco Cicala, facendo poi riferimento alla “sfiammata” di qualche giorno fa dalla torcia del Centro Olio, interroga Renzi sui rischi e sulle responsabilità nei confronti dei cittadini. “Si assume lei le responsabilità di un percorso deciso ai piani alti guardando ad un semplice puntino su una cartina geografica senza conoscerne i problemi e senza visitarne i luoghi?”. Da qui l’appello del sindaco al Presidente del Consiglio ad una maggiore attenzione e l’invito a venire in Basilicata.

“In conclusione, – scrive ancora Cicala- non è una questione come dice Lei di “comitati” e di “comitatini”, qui è in gioco il futuro della gente della Val d’Agri, cittadini italiani al pari degli altri. Nel caso in cui si scelga un percorso non condiviso, non troverà un “comitatino” ma un intero popolo, quello della Val d’Agri con le Sue istituzioni a spendere tutte le energie necessarie per farsi rispettare, per far rispettare un territorio che troppe volte la storia italiana ha relegato ai confini ed ai margini dello sviluppo economico e sociale”.

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