Strage di San Fele: i Carabinieri indagano sulla pistola

San Fele strageSi stanno concentrando sulla pistola calibro 38 usata per la strage, le indagini dei Carabinieri sul triplice omicidio commesso da Vito Tronnolone che sabato mattina, a San Fele, ha ucciso prima sua moglie Maria Stella Puntillo, e i figli, Luca, disabile, e Chiara, e poi si è suicidato. Gli investigatori stanno vagliando anche l’ipotesi che l’uomo avesse in mente da diverso tempo di compiere la strage. L’arma, infatti, pur essendo detenuta legalmente dal carrozziere in pensione – che aveva la passione per il tiro a segno – doveva essere custodita nella casa di Lastra a Signa, dove la famiglia viveva da oltre trent’anni. Prima di partire, Tronnolone non ha chiesto l’autorizzazione alla Questura di Firenze per il trasferimento dell’arma e ha quindi illegalmente viaggiato dalla Toscana alla Basilicata con la pistola e con un fucile, che è stato trovato nell’abitazione dove è stata compiuta la strage. Il capofamiglia, la moglie e il figlio disabile, di 32 anni – ricordiamo – erano arrivati a San Fele una ventina di giorni fa, mentre la figlia 27enne era giunta in Basilicata solo due sere prima del triplice omicidio. Tutti insieme avrebbero dovuto trascorrere un periodo di vacanza nella villetta di campagna dove sabato è stata fatta la macabra scoperta. I Carabinieri, coordinati dal pm Anna Gloria Piccininni, hanno ascoltato alcuni parenti e conoscenti di Tronnolone: diversi hanno confermato che da qualche giorno il pensionato – che la sera prima si era recato al pronto soccorso dell’ospedale di Melfi per alcuni controlli – era più nervoso e ansioso del solito e lamentava problemi di salute. Proprio la preoccupazione per una grave malattia, e il conseguente timore di non poter più occuparsi della famiglia e, in particolare, del figlio disabile, potrebbe essere stato il movente della strage. Gli investigatori hanno anche ascoltato la sorella di Tronnolone, che vive a Lastra a Signa e a cui l’uomo sabato ha telefonato riferendo di aver ucciso i suoi tre famigliari e annunciando che si sarebbe suicidato. Il sindaco di San Fele, Donato Sperduto, ha proclamato il lutto cittadino per la giornata in cui saranno celebrati i funerali delle quattro persone – che saranno fissati dopo l’autopsia di oggi all’ospedale San Carlo di Potenza – e ha disposto l’interruzione delle manifestazioni estive.

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