Rifiuti nel Materano, situazione al collasso

piano regionale rifiutiIl problema dello smaltimento dei rifiuti, in Basilicata, sta per assumere i connotati di una vera e propria emergenza. Anzi, lo è già. Fino a qualche tempo fa, infatti, le criticità si riscontravano soprattutto nel ciclo potentino, ma la chiusura delle discariche di Colobraro e Tricarico ha compromesso in modo evidente la situazione del Materano, prossima a scontare, a giorni, il pieno totale anche degli impianti di Pomarico e Salandra, cui seguirà a ruota quello di Matera. La discarica di borgo La Martella, se si dovesse provvedere a rimuovere quel percolato che, a detta degli ambientalisti, l’ha trasformata in un lago, guadagnerebbe qualche decina di giorni di autonomia in più ma, di fatto, si tratterebbe di prolungare per breve tempo un’agonia inesorabile. Lo stesso assessore provinciale materano competente, Rondinone, dalle pagine del “Quotidiano” di oggi, spiega che Pomarico sarà “full” il 10 agosto, Matera a metà settembre. E così anche la provincia di Matera ha esaurito gli spazi di smaltimento rifiuti. La questione, relativamente alla gestione della discarica di La Martella, nelle scorse settimane era stata sollevata già dal consigliere comunale materano Toto, il quale chiedeva al Sindaco di spiegare alla città quanto costerà il doversi rivolgere a strutture extraregionali come l’impianto di smaltimento di Massafra, ad esempio; ora, invece, interviene Pio Abiusi, rappresentante dell’associazione “Ambiente e legalità”, che però sposta l’asse istituzionale del problema a livello regionale, sollecitando l’assessore all’Ambiente Berlinguer, che sul tema sembra temporeggiare, ad assumere le necessarie decisioni, anche perché il quadro della situazione, spiega Abiusi, era chiaro dai primi mesi dell’anno. Il tema, tra l’altro, esula anche dalla stringente emergenza e riguarda la necessità di rivedere l’intera politica di gestione del sistema rifiuti in Basilicata che, prosegue l’esponente di “Ambiente e legalità”, fa acqua da tutte le parti, tra discariche esaurite che hanno inquinato le falde acquifere e attendono caratterizzazione e bonifica; rifiuti che non vengono selezionati e tanto meno stabilizzati e smaltiti tal quali come avveniva decenni fa e una raccolta differenziata che non parte. La soluzione è chiedere alla Puglia di smaltire questi “rifiuti dell’emergenza” e poi mettersi al lavoro per ripensare il ciclo con un nuovo piano regionale atteso ormai dallo scorso anno. E domani, sul tema, assicura Rondinone, è previsto un incontro in Regione dal quale, c’è da augurarselo seriamente, potrebbero arrivare delle prime indicazioni concrete.

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