Il Consiglio di Stato dice NO alla vendita della sede del Tribunale di Potenza

Leonardo Pinto - Sindacato Avvocati

Leonardo Pinto – Sindacato Avvocati

Il Consiglio di Stato con due sentenze ha respinto i ricorsi del Comune di Potenza e della societa’ immobiliare Maya di Napoli, avverso le decisioni adottate dal TAR della Basilicata che aveva bloccato la vendita della sede del Tribunale di Potenza.

La sentenza, pubblicata in data odierna, ha rigettato l’appello proposto dalla società Maya Immobiliare e dal Comune di Potenza avverso la decisione con la quale il T.A.R Basilicata aveva annullato gli atti deliberativi di vendita, da parte del Comune di Potenza, del Palazzo di Giustizia del capoluogo di regione.

L’edificio, quindi, rimane di proprietà pubblica. “Vale la pena ricordare la vicenda per la sua gravità” è il primo commento congiunto diffuso dagli avvocati Leonardo Pinto, Segretario del Sindacato Avvocati e dal Presidente di Autonomia Forense, Vincenzo Montagna.

“L’edificio giudiziario, ove ha sede la Corte di Appello, la Corte di Assise, il Tribunale di Sorveglianza, il Tribunale Civile e Penale e l’Ufficio del Giudice di Pace, con annessi servizi, fu a suo tempo costruito con fondi del Ministero per i 4/5 e del Comune per 1/5. Il sindaco Santarsiero – passato a incarichi superiori per meriti politici acquisiti sul campo – aveva avviato le procedure di vendita sul presupposto che dalla stessa sarebbe stato ricavato l’importo di circa 52.000.000,00 di euro. L’acquirente, poi, avrebbe concesso l’immobile in locazione al Comune con un canone annuo di € 3.100.000,00. Queste le dichiarate intenzioni. Il risultato cui si perveniva, però, era sconcertante: il prezzo di vendita si riduceva a 32.000.000,00 di euro mentre il canone annuo di locazione aumentava fino a 3.290.000,00 euro. L’acquirente avrebbe così concluso un affare colossale ottenendo un reddito di oltre il 10% sul capitale investito. Come si vede, non sempre le vendite dei beni destinati a funzioni pubbliche primarie sono convenienti per la pubblica Amministrazione”.

L’associazione di avvocati lucani “Autonomia Forense”, che costituendosi nel giudizio ha difeso interessi collettivi, ne dà notizia con viva soddisfazione ringraziando quanti hanno collaborato a questo risultato annunciando altre iniziative che saranno promosse, unitamente al Sindacato Avvocati, per il miglioramento del servizio giustizia in Basilicata.

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