Valdadige e Combustione Petcoke . Pedicini (PDL): “il Comune di Matera sapeva”

Valdadige - (Foto Facebook Pio Acito)

Valdadige – (Foto Facebook Pio Acito)

MATERA – “Ritengo doveroso intervenire e precisare alcune sostanziali questioni che riguardano la polemica inerente le emissioni della Valdadige, per la combustione di Petcoke, ottenute con AIA dell’agosto 2010”.

Risponde così, il consigliere comunale del PDL, Adriano pedicini alle “alle puntuali dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente, Rocco Rivelli” aggiungendo però che “vi sono da alcune attente valutazioni che devono chiarire esattamente quanto accaduto, perchè la Regione Basilicata, così come dettano le norme in materia, anteriormente alla concessione di autorizzazione ha opportunamente chiesto il parere del Comune di Matera”.

“Quest’ultimo ente” secondo quanto riferisce Pedicini “nel luglio del 2010 celermente invia la sua risposta, offrendo senza indugio parere totalmente positivo alla combustione di petcoke. Da tale documento ciò che maggiormente si rileva discordante è che la risposta viene elaborata dall’allora dirigente al settore Urbanistica e non dal dirigente del settore Ambiente; alcuno viene informato di tale pratica e, né informative a consiglieri, né convocazione di commissione vengono proposte”.

“Oggi le questioni” prosegue il comunicato “se non valutate dall’analisi da tale antefatto risulterebbero prive di senso, il Comune di Matera era ben consapevole che la Valdadige avrebbe bruciato Petcoke, aveva concorso a tale autorizzazione, ne era ufficialmente informato ed è inutile ricordare che nell’estate del 2010 sulla poltrona di via Aldo Moro sedeva il sindaco Adduce, lo stesso che oggi corre ai ripari interessando la sua maggioranza e chiedendo alla Regione di recedere da ciò che oltre 3 anni fa aveva liquidato in silenzio”.

“Credo che oggi per spiegare tutto ciò il sindaco e la giunta, prima di ogni altra questione dovrebbero dar conto di tanta superficialità e illustrare alla città ed al consiglio, le motivazioni che hanno indotto ad una decisione così grossolana e frettolosa; per qual motivo, quando si doveva, alcuna comunicazione ai rappresentanti della città si è data?
Ciò che si è posto in campo oggi come al solito giunge tardivo, anche la stessa decisione dell’assessore al ramo di invitare il dirigente dell’ufficio comunale Urbanistica, ad effettuare una verifica sulla contestata distanza fra lo stabilimento e l’abitato di Venusio, è oltremodo tardiva e inconcludente soprattutto perché in virtù di una regolare autorizzazione concessa, con il benestare di chi oggi la rinnega, la Valdadige brucia Petcoke”.

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