CSAIL – Indignati Lucani. Direttore Basilicatanet sanzionato per violazione “Par Condicio”

BasilicatanetPOTENZA – “L’Agcom, Autorità di Garanzia per le Comunicazioni, con propria deliberazione 671/13/CONS del 28 novembre scorso, per la seconda volta dall’inizio della precedente legislatura regionale (2010-2013), ha censurato il comportamento del direttore responsabile di Basilicatanet Giovanni Rivelli in materia di violazione della Par Condicio, accogliendo l’esposto presentato dal Csail-Indignati”.

Lo riferisce Filippo Massaro aggiungendo che la Regione Basilicata “è tenuta a pubblicare sull’home page del sito Basilicatanet la stessa deliberazione, come sta avvenendo sia pure con un semplice link che richiama ad una nota di pochissimi righi”.

Nello specifico l’Agcom ha ritenuto non rispondente a quanto previsto dall’art.9 della legge 20 febbraio 2000, n.28 della comunicazione “Basilicata: Epifani, sostegno scelte assemblea e direzione” pubblicata il 12 ottobre 2013 alle ore 19:42 su Basilicatanet.

Si tratta – come segnalato dal Csail-Indignati – della dichiarazione dell’allora segretario nazionale Pd Guglielmo Epifani riferita alle vicende del Pd lucano in una fase di forte contrapposizione tra l’area De Filippo e Pittella – sia pure proveniente dall’Ansa – . Un evidente caso di violazione della “par condicio” da parte della direzione giornalistica di Basilicatanet. Quella dichiarazione, è il caso di ricordalo – sottolinea Massaro – aveva l’obiettivo politico di “ridimensionare” Pittella e di “convincerlo” a trattare con la componente De Filippo-Folino. La dichiarazione di Epifani, di fatto, “sposò” una tesi di gruppi dirigenti del Pd lucano a scapito di Pittella al quale non è stata data la possibilità di replica per spiegare la propria posizione. Un atteggiamento della direzione giornalistica filo-De Filippo, come è noto all’epoca tenace avversario di Pittella, che non ha alcuna giustificazione tanto più che, ci risulta, sono stati censurati persino gli assessori allora in carica quando hanno prodotto comunicati su provvedimenti amministrativi e di emergenza e persino note di sindacati ed organizzazioni professionali che non hanno avuto a che vedere con le elezioni, sino a ridurre il notiziario basilicatanet, durante la campagna elettorale, la bacheca di annunci vari ed amenità. L’Agcom nella deliberazione (che si allega) ha censurato anche il comportamento del Corecom in quanto “la procedura adottata è lesiva della rigorosa tempististica di 48 ore prevista per l’accertamento istruttorio” ed ha riconosciuto “la responsabilità del dott. Gianni Rivelli quale direttore di testata” smontando la tesi del Rivelli che “il portale basilicatanet non è integrante a quello istituzionale della Regione”. E’ infatti troppo comodo sostenere infatti la tesi che “in forza di convenzioni o contratti con fonti esterne le notizie sono di proprietà delle medesime fonti informative (Ansa ecc.) e basilicatanet.it declina ogni responsabilità circa il contenuto informativo che esse propongono”, come dire “noi le pubblichiamo ma non centriamo niente”.

“Non si comprende infatti perché nella stessa fase pre-elettorale non sono pubblicate altre notizie politiche di provenienza sempre dall’Ansa e che hanno riguardato altri partiti che pure si sono occupati delle elezioni regionali o di altri dirigenti dello stesso Pd. Su tutti, ho segnalato all’Agcom, i casi di comunicati-dichiarazione di provenienza nazionale e regionale da Scelta Civica, Udc, Pdl che i notiziari Ansa hanno diffuso quotidianamente dal 3 ottobre scorso. Evidentemente la precedente lezione di censura comminata dall’Agcom non è servita, ma noi che siamo tra i contribuenti dell’”Agenzia di regime” che al pari del quotidiano on-line BasilicataMezzogiorno che nessuno legge costa un bel po’ di soldi dei lucani – continua il presidente del Csail-Indignati – non solo non abbiamo chiuso un occhio ma continuiamo a chiedere al nuovo Governatore di garantire che non accada più. Adesso c’è l’occasione per cambiare: il notiziario di Basilicatanet deve diventare realmente strumento democratico e pluralista, senza censure partendo dal principio che chi lo dirige deve dare conto all’editore, la Regione, cioè i lucani”.

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