Potenza. La Guardia di Finanza sequestra oltre 11mila litri di gasolio e 4 depositi non autorizzati

GasolioPOTENZA – Individuati quattro siti clandestini adibiti a deposito di gasolio, ubicati in diverse aree del circondario potentino. Gli accertamenti hanno richiesto battute di controllo del territorio in un’area piuttosto estesa e servizi di osservazione capillari.

E’ di oltre 11.000 litri il quantitativo di gasolio rinvenuto in quattro cisterne in ferro, detenuto in assenza delle prescritte autorizzazioni e sottoposto a sequestro.

Nel dettaglio, gli interventi repressivi, svolti in maniera simultanea, sono stati eseguiti presso aree di pertinenza di quattro diverse aziende, di cui due hanno sede nel territorio di Tito, una in agro di Acerenza e una nella periferia del Capoluogo.

Per quanto concerne la tipologia di aziende utilizzatrici del gasolio, si tratta di due aziende operanti nel settore dell’edilizia, con sede rispettivamente a Potenza e ad Acerenza, un’impresa esercente l’attività di utilizzo di aree forestali e una società di trasporto merci entrambe con sede a Tito.

Le cisterne, di capacità variabile compresa tra 5.000 e 10.000 litri, erano per lo più posizionate in ricoveri appositamente predisposti e, in un caso, sistemata sul cassone di un autocarro. Mediamente, il quantitativo rinvenuto all’atto del sequestro presso ciascuna impresa si aggira intorno ai 2.500 – 3.000 litri.

Nessuno dei titolari/detentori è stato in grado di esibire alcuna autorizzazione in merito alla tenuta degli impianti privati di stoccaggio che erano gestiti in totale assenza delle prescritte autorizzazioni per la detenzione di prodotti petroliferi. Pertanto, i quattro responsabili, L.M., 66 anni di Acerenza, F.U., 47 anni di Potenza, S.C., 59 anni di Tito e C.P., anni 53 di Potenza, sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, per la violazione delle disposizioni prescritte dall’articolo 679 del codice penale, degli artt. 63 comma 1 e 64 comma 1 lett. a) del D.Lgs. n. 81/2008 (Testo unico in materia di tutela e sicurezza nei luoghi di lavoro), nonché all’art. 5 del D.L. nr. 82/1993 modificato dall’ art. 3 comma 10° del decreto Legislativo nr. 32/1998 (omessa richiesta autorizzazione Comunale).
Atteso il rischio di infiammabilità degli oli minerali e la richiamata assenza della documentazione relativa alle misure di sicurezza, si procedeva quindi, ex art. 354 c.p.p., al sequestro delle quattro cisterne e del relativo contenuto di prodotto, risultato essere pari a 11.300 litri di gasolio.

Tale forma di mercato clandestino è alimentato da cessioni a prezzi inferiori a quelli di mercato da parte di operatori che, sottraendosi a obblighi fiscali e adempimenti burocratici, riescono ad avere più ampi margini nelle politiche di vendita.

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