Tavolo Trasparenza Nucleare. Sogin: “costretti a segretezza”. Sindaci jonici: “fuga notizie ha creato danno a stagione turistica”

Schermata 2013-08-02 alle 15.20.55POTENZA – In materia nucleare “serve la massima trasparenza” perché “non si é ancora rimarginata la ferita” di Scanzano Jonico, ed é comprensibile “un clima di sospetto e di pregiudizi” in quanto “la comunità lucana é sensibile a questo argomento”.

Cosi’ il governatore lucano, Vito De Filippo, aprendo i lavori del tavolo della trasparenza – convocato per discutere del trasporto di materiale nucleare avvenuto la notte fra il 28 e il 29 luglio scorso dal centro ex Enea della Trisaia, a Rotondella (Matera) – a cui partecipano i rappresentanti degli enti locali, della Sogin e delle associazioni ambientaliste.

De Filippo ha poi chiesto di “lavorare affinché la materia sia comprensibile e le informazioni diffuse in modo trasparente, e sia verificabile dalla popolazione”, chiedendo alla Sogin di illustrare le modalità di trasporto e di sicurezza.

Apprezzabile sicuramente la decisione del governo regionale di diffondere in streaming sul web la diretta video dell’incontro, purtroppo la pessima qualità audio non ha consentito una buona comprensione di tutti gli interventi.

I rappresentanti della SOGIN: il trasporto del materiale nucleare – a bassissimo livello di radioattività – dal centro Itrec di Rotondella all’aeroporto militare di Gioia del Colle (Bari), é avvenuto “nella massima sicurezza e con il rispetto di tutte le norme e delle metodologie utilizzate a livello mondiale” con “il controllo degli enti locali, dell’Ispra e dei tecnici dell’Euratom” anche “sui livelli di radioattività del territorio” risultata “assente”, e ci sono “assolute certezze di non contaminazione” in un progetto di “decommissioning completo del sito”.

La Sogin ha ricostruito la vicenda del trasferimento dal centro lucano di materiale nucleare (uranio naturale arricchito non utilizzato in processi di trasformazione, circa un chilo) e “non di scorie nucleari e delle barre di uranio, che sono ancora nella struttura”.

Il trasferimento parte “dall’ok dato il 27 marzo 2012 dal presidente del Consiglio, Mario Monti, al rimpatrio in Usa del materiale presente in alcuni siti italiani”, hanno proseguito, evidenziando che a novembre si é svolta una prima fase nelle strutture del nord, e che questa é la seconda fase.

Nel corso delle operazioni “tutto si é svolto nel rispetto delle norme a tutela dei lavoratori e dell’ambiente”, é stato aggiunto, e “il materiale non ha una pericolosità nemmeno paragonabile alle scorie”.

L’iter non richiedeva “informative alla popolazione” e le procedure “all’interno del sito sono durate un paio di mesi circa”: il contenitore, infine, é “specifico per queste operazioni”.

La Sogin ha poi ricordato che “stiamo lavorando per il trasferimento delle barre, che avrà una procedura diversa”, e di “essere un esecutore. Sono stati i governi a chiedere un elevato livello di sicurezza e segretezza”, anche “sulla presenza di questo materiale nell’Itrec, e ci sono responsabilità penali su questa materia”.

Per i rappresentanti dell’Ispra, i contenitori sono “sottoposti a controlli elevatissimi, e resistono a condizioni estreme”, spiegando che in questo caso ”si tratta di livelli di radioattività inferiori anche a quelli di materiali usati in ambito medico che normalmente transitano sulle nostre strade”.

Sulle questioni della “discrezione” e “segretezza” delle operazioni, sono intervenuti duramente i sindaci della costa jonica, in particolare il sindaco Leone di Policoro e di Nova Siri Santarcangelo, ponendo l’accento su una falla nella “sicurezza”, che avrebbe consentito addirittura ad alcuni rappresentanti delle associazioni ambientaliste di assistere alle operazioni di trasporto e addirittura ad un giornalista di filmarne a distanza le fasi.

Il sindaco di Nova Siri: “Vorremmo almeno sapere chi è titolato a ricevere informazioni nell’immediatezza della conclusione delle operazioni? Abbiamo assistito a un Presidente di Regione che non sapeva niente. Ci siamo permessi di inviare un telegramma alla Prefettura e non siamo stati neanche degnati di risposta. Questa mancanza di comunicazione ha impedito di bloccare la ‘ridda’ di congetture che sono seguite a questa operazione”.

E incalza il sindaco Leone di Policoro: “Spendiamo tanti soldi per la promozione turistica. Poi però la mancata comunicazione ai territori hanno creato un danno di immagine” ed ha proseguito duramente “Bisogna smetterla di trattarci come quella gente che subisce senza dire niente. Entrare in casa altrui senza dire niente è un atto di grave maleducazione e il popolo lucano è intelligente. Un po’ di informazione ci avrebbe consentito di dialogare con i nostri cittadini e non saremmo finiti sulle cronache nazionali, con grave danno per il turismo. Questi incontri, come il tavolo della trasparenza di oggi, andavano fatti sul territorio, e prima delle operazioni. E voi invece con un atto di arroganza, ci rispondete che non è necessaria l’informazione. Il danno di immagine, dunque per la mancata informazione a noi chi ce lo paga?”

Di Trani, sindaco di Pisticci: “Mi meraviglia l’assenza a questo tavolo del Governo. Dove sono il Prefetto di Matera e dov’è il viceministro (Bubbico)? Loro, non la Sogin devono dare una risposta a noi. Ritengo che si debba riconvocare al più presto un altro tavolo al quale devono essere presenti loro. Se devo denunciare qualcuno per il danno di immagine al prossimo tavolo è necessario che siano presenti i soggetti governativi”.

Ulteriori aggiornamenti nel servizio del cronista Nico Basile da Potenza.

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