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La Guardia di Finanza di Rionero sequestra oltre 19mila litri di gasolio ed una autocisterna

L'autocisterna sequestrata

L’autocisterna sequestrata

RIONERO IN VULTURE – Prosegue in tutto il territorio potentino l’azione coordinata dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza per il contrasto degli illeciti perpetrati in materia di oli minerali.

Nel pomeriggio di sabato 13 luglio i militari della Tenenza di Rionero in Vulture, al comando del Ten. Francesca Daniele, già in passato allertati per episodi di rifornimenti sospetti, hanno notato il transito di una grossa autocisterna nella zona industriale di San Nicola di Melfi, incuriositi dall’orario insolito per tali operazioni commerciali.

Il mezzo, proveniente da un’azienda del napoletano e condotto da un autista venticinquenne campano, è stato sottoposto ad un’ispezione tendente ad appurare la corrispondenza tra il quantitativo di gasolio trasportato e quello risultante dai documenti di accompagnamento. E’ così emerso che, in fase di scarico, il misuratore contalitri della cisterna indicava quantitativi di gasolio superiori a quelli effettivamente erogati con i dati, con consistente danno patrimoniale in pregiudizio degli acquirenti.

Si è, pertanto, proceduto all’immediato sequestro dell’automezzo, del gasolio, del misuratore contalitri e alla denuncia del conducente per frode in commercio, ai sensi dell’art. 515 del codice penale, reato punito con la reclusione fino a due anni e la multa fino a 2.065,00 euro.

Al momento del sequestro, il quantitativo di gasolio per autotrazione trasportato era di 19.311 litri. Anche il rappresentante legale dell’azienda campana proprietaria della cisterna e del gasolio è stato segnalato all’A.G. per concorso in frode in commercio.

A seguito della scoperta del sistema fraudolento posto in essere, sono stati avviati approfondimenti di polizia economico-finanziaria tesi a ricostruire il circuito di provenienza del prodotto e ad individuare i precedenti rifornimenti irregolari, attraverso cui si potrebbero essere generate notevoli disponibilità di prodotto in nero. Conseguentemente, anche il profilo riguardante le accise gravanti sul prodotto sarà oggetto di successivi accertamenti. Le indagini sono, infine, rivolte ad accertare la genuinità dei sigilli apposti sullo strumento di misurazione e la regolarità delle procedure seguite dall’ente certificatore sul medesimo misuratore.

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