Rimborsopoli, al via gli interrogatori di garanzia

Rosa Mastrosimone con i suoi legali

Rosa Mastrosimone con i suoi legali

POTENZA – “Nessuna linea Maginot” da parte della difesa, ma “il chiarimento di tutti i fatti contestati” che ha portato alla richiesta di revoca della custodia cautelare: lo ha detto a Potenza, al termine degli interrogatori di garanzia, l’avvocato Emilio Nicola Buccico, difensore dei due ex assessori regionali lucani, Rosa Mastrosimone e Vincenzo Viti , entrambi agli arresti domiciliari, nell’ inchiesta su rimborsi illecitamente percepiti insieme all’ex capogruppo del Pdl Nicola Pagliuca.

L’interrogatorio di Mastrosimone è durato circa due ore e mezza: in alcuni momenti l’ex assessore in quota Idv ha risposto anche in modo concitato alle domande del gip, Luigi Spina. Un’ora e mezza, invece, la durata dell’interrogatorio di Viti; visibilmente provato dalla vicenda, in uno dei passaggi ha anche spiegato al giudice e al pm di “non aver bisogno di quei soldi o di trovare piccoli escamotage.

Un punto, questo, ribadito anche da Buccico e da un altro dei legali di Viti, Francesco Viti: “Sono state chiarite con dignità tutte le posizioni equivoche – hanno spiegato prima di lasciare il palazzo di Giustizia – perché 50 anni di vita politica trasparente di Vincenzo Viti non possono essere dimenticati o cancellati da un’accusa che riguarda importi irrisori”.

I legali hanno anche spiegato di aver depositato “spontaneamente” un assegno circolare integrativo di 3.710 per quanto percepito senza averne diritto, “e questo – hanno precisato Buccico e Francesco Viti – dimostra anche che i conti del nostro assistito non sono faraonici, e i pm hanno potuto verificarlo. Molte delle spese riguardavano anche i costi del gruppo consiliare del Pd, che aveva pochi fondi a disposizione per il lavoro di tanti consiglieri”.

Nel pomeriggio, invece, l’interrogatorio di garanzia dell’ex capogruppo del Pdl nel Consiglio regionale della Basilicata, Nicola Pagliuca. Ha risposto alle domande dei giudici mentre i suoi avvocati hanno richiesto la revoca delle misure cautelari: “Abbiamo chiarito ogni aspetto della vicenda – ha detto uno dei legali Donato Pace – documentando tutte le spese e spiegando che in alcuni casi è mancato un controllo appropriato sulle rendicontazioni”. Pace, inoltre, ha spiegato che “sono stati esibiti anche i documenti relativi alle carte di credito di Pagliuca, e ai conti correnti: se avesse voluto appropriarsi di qualcosa – ha concluso l’avvocato – avrebbe potuto presentare richieste molto più alte, perché le spese documentate superano abbondantemente quelle rendicontate”.

Gli interrogatori proseguiranno il 2 maggio per gli altri otto indagati con obblighi o divieti di dimora. Intanto la riunione del Consiglio regionale della Basilicata in programma per domani è stata rinviata. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo, che si è riunita in mattinata a Potenza alla presenza del governatore lucano dimissionario Vito De Filippo e dei presidenti delle Commissioni consiliari.

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