Rimborsi illegali alla Regione Basilicata: da domani gli interrogatori di garanzia

Schermata 2013-04-24 alle 18.56.51POTENZA  – Potrebbero cominciare domani gli interrogatori di garanzia per alcuni dei 16 indagati nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Potenza sui rimborsi ai consiglieri regionali della Basilicata, che mercoledì ha portato agli arresti domiciliari due assessori – Rosa Mastrosimone e Vincenzo Viti, – e il capogruppo del Pdl, Nicola Pagliuca, e per la quale, nella sera di mercoledì sera, il governatore, Vito De Filippo si è dimesso, dopo aver nominato una nuova giunta. Intanto, secondo quanto si è appreso oggi, a Potenza, il numero di indagati dovrebbe aumentare, coinvolgendo altri consiglieri regionali in carica ed ex: la conclusione delle indagini è prevista entro la metà di maggio con l’invio di altri avvisi di garanzia. Nel frattempo, questo pomeriggio Pagliuca, ribadendo la sua estraneità ai fatti e la totale fiducia nella magistratura, attraverso il suo legale, Dino Di Ciommo, ha annunciato le dimissioni da capogruppo del Pdl, “con effetto immediato” e rinunciando a qualsiasi forma di rimborso eventualmente ancora previsto” e, allo stesso modo, Viti, dopo essersi dimesso da assessore, ha lasciato anche l’incarico da consigliere. Uno dei suoi due legali, Emilio Nicola Buccico, ha spiegato che il suo assistito lo ha deciso “per difendersi in piena libertà e per rispettare la massima istituzione regionale”. Dopo le dimissioni del governatore lucano, Vito De Filippo, annunciate ieri con un comunicato stampa, intanto, gli uffici della Regione Basilicata sono al lavoro per “dirimere” la questione relativa ai tempi necessari per le prossime elezioni e per la gestione dell’ordinaria amministrazione. Secondo lo Statuto, il presidente della giunta dovrebbe annunciare le dimissioni in aula al Consiglio, che poi dovrebbe ratificarle. Una legge costituzionale del 1999, però, affida allo stesso governatore il potere di nomina e revoca: le sue dimissioni quindi provocherebbero automaticamente lo scioglimento del Consiglio. I tempi per le nuove elezioni, non sono espressamente fissati dalle norme regionali: si va da un minimo di 45 giorni ai “precedenti” dei Consigli del Lazio e della Lombardia, con quattro o sei mesi di attesa. L’unica certezza riguarda il numero di consiglieri che saranno eletti: 20 e non più 30, in base alla riforma approvata nei mesi scorsi.

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