Strade dissestate nel quartiere Aquarium

Le strade dissestate nel quartiere

MATERA – L’anno prossimo il piano di lottizzazione del quartiere Aquarium, alla periferia Nord di Matera, compirà vent’anni. I residenti, per l’occasione, festeggeranno anche due decenni di disagi e continue promesse da parte delle varie amministrazioni comunali susseguitesi. Ancora oggi, infatti, non sono state completate le urbanizzazioni, intendendo per queste ultime non quelle monumentali previste dai progetti originari, come la fontana che diede il nome al rione o le numerose aree verdi previste, bensì anche i semplici marciapiedi. Un’altra incompiuta alla materana, insomma, dove le imprese edili più potenti la fanno da padrona riversando cemento, consegnando le case e non completando i piani, con un Comune che quasi mai si fa rispettare esigendo le urbanizzazioni. Storie vecchie ma non per chi ci vive, costretto ogni giorno a fare i conti con nuovi problemi, erbacce, sporcizia d’ogni tipo, polvere che si solleva ad ogni minima folata di vento, rifiuti, strade dissestate, marciapiedi incompleti e infortuni più o meno gravi come conseguenza. Alcuni, per far fronte alla mancanza di decoro, sono costretti a spazzare le immediate pertinenze esterne delle abitazioni. Tutti fatti evidentissimi nel tratto più ampio che da via Nino Rota porta in via dei Dauni, congiungendo Aquarium a Serra Rifusa, completamente spoglio, ma che riguardano anche l’altra zona residenziale che nel frattempo è sorta alle spalle del quartiere, il peep L’Arco e la lottizzazione Giada. Nel tratto in cui queste si incontrano con Aquarium, una rotatoria la dice lunga, mentre più in là si è addirittura creato un acquitrino che si è cercato di colmare con dei detriti. Della vicenda, negli ultimi giorni, se ne sono occupati anche i consiglieri comunali del Fli, Toto e Manuello, invocando un intervento del sindaco che, sentendo i residenti, della questione si è occupato ben poco. I due chiedono ad Adduce i motivi per cui le urbanizzazioni nel quartiere sono incomplete o mancano e, ancora, quali iniziative il Comune intenda intraprendere per conferirgli sicurezza e decoro, esigendo tempi certi. Ma l’unico tempo certo, al momento, è quello dei vent’anni trascorsi nel più totale immobilismo.