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Silvio Montemurro torna a casa e racconta la sua storia

Matera. Silvio Montemurro è tornato a casa. Ha abbracciato la moglie, i figli, i
parenti. Ha chiarito il perché del suo gesto. “Con la mia fuga – ha raccontato durante una visita in redazione – non intendevo mettere in discussione i rapporti con la  famiglia che restano saldi e incrollabili”. Anzi ci tiene a sottolineare che quella partenza improvvisa e senza le dovute spiegazioni si è  verificata proprio per dare una svolta positiva alla sua vita di disoccupato  quasi senza speranze. Denuncia le difficoltà che ha incontrato in almeno otto  anni di ricerche spasmodiche a caccia di un lavoro qualunque. “Ho fatto di tutto – racconta: l’elettricista, l’idraulico, il piastrellista, il manovale in edilizia”. Poi, tutte le porte si sono chiuse e ha scelto di investire il suo assegno di disoccupazione in un corso per prepararsi alla professione di Operatore Socio Sanitario che gli è costato 4 mila euro. Niente, anche con quel  diploma; né poteva andare diversamente visto che all’Azienda  sanitaria del Materano c’è gente che aspetta gli esiti di un concorso espletato nel 2008. E’ stato a quel punto che Silvio Montemurro, preso dalla disperazione e da un’irrefrenabile voglia di sostenere la famiglia affidata solo all’attività lavorativa della moglie, è salito in macchina, destinazione l’Emilia. E continua a raccontare: “Ho presentato curricula e diploma, mi sono messo a  disposizione: lì mi hanno ascoltato, prendendo anche qualche mezzo impegno”. “Adesso aspetto, sono un po’ più sereno”, dice. Tutti lo hanno capito e perdonato. E la storia di Silvio Montemurro diventa così una delle tante, che magari con sfumature diverse, si stanno sviluppando un giorno dopo l’altro nel Materano come in tante aree del Sud dove il lavoro non è più un diritto. La disoccupazione che avanza a ritmi incalzanti, il futuro sempre più nero, i giovani con la valigia, l’emigrazione che cresce. A 36 anni Silvio vuole provare a cambiare vita, andando a lavorare al nord, ma con il cuore sempre qui, vicino alla moglie ed ai tre figli. Disperato, ma con la voglia di continuare a lottare, di non arrendersi. Auguri Silvio, marito e papà coraggioso, fedele, innamorato, il contrario di quel che di lui ha fatto credere la sua improvvisa fuga.

 

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