Guasto oleodotto Eni: conferenza di servizio a Bernalda

Il luogo dell'incidente

BERNALDA (Matera) – Non avrebbe interessato le falde acquifere sottostanti la perdita di petrolio avvenuta a causa di un guasto ad un pozzo di controllo dell’oleodotto Viggiano Taranto, che ha interessato una superficie di circa seimila metri quadrati in località “Pizzica” di Bernalda. Il terreno sottostante è limo-argilloso ed ha praticamente assorbito il greggio, evitando la contaminazione idrica. Lo ha affermato Donato Viggiano, dirigente del dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, che in mattinata ha preso parte ad una conferenza di servizio svoltasi al Comune di Bernalda, insieme a tecnici regionali e dell’Arpab, della Prefettura e della Provincia di Matera, del Corpo Forestale dello Stato, dell’Eni – proprietaria dell’area in questione – della Società Oleodotti Meridionali, dei Carabinieri e del municipio del paese. Il dipartimento ambientale lucano – come si legge in una nota – “convocherà tempestivamente l’Eni per una puntuale verifica dell’adeguatezza dei sistemi di controllo dell’oleodotto”, lungo circa 140 chilometri. L’assessore regionale all’ambiente Vilma Mazzocco, anch’essa presente all’incontro, ha definito “indispensabile che il trasporto petrolifero lungo questo impianto avvenga secondo i più elevati livelli di sicurezza e di salvaguardia per l’ambiente che la tecnologia è in grado di offrire”. Una richiesta avanzata anche dall’Organizzazione lucana ambientalista, ma su tutti 700 chilometri di tubature utilizzate per il trasporto petrolifero in Basilicata, e dai Cittadini attivi di Bernalda, i primi a diffondere la notizia di quanto accaduto, e dal consigliere regionale di Italia dei Valori, Nicola Benedetto, il quale ha anche annunciato che domani, nella seduta della massima assise lucana, chiederà di sospendere il funzionamento dell’oleodotto fino a quando non saranno effettuati tutti i controlli necessari a garantirne il corretto funzionamento. Oltre alla relazione su quanto avvenuto, nel comunicato odierno della Regione è scritto che l’Eni “dovrà predisporre in tempi rapidissimi il piano di caratterizzazione del sito e della relativa bonifica”. L’episodio, intanto, è approdato anche al Ministero dell’Ambiente, dove il senatore PdL Cosimo Latronico oggi ha informato il titolare del dicastero, Corrado Clini, a sua volta chiamato in causa anche dal presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli che, a nome del partito, ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto chiedendo chiarezza soprattutto sulle possibili conseguenze di contaminazione.

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