Matera piange Franco Palumbo

Matera. Un materano vero. Franco Palumbo, che la notte scorsa si è spento all’età di 81 anni nell’ospedale Madonna delle Grazie, sarà ricordato così dalla “sua” città da cui non si è mai voluto allontanare ed alla quale ha dedicato interesse, entusiasmo, amore quello che solitamente viene riversato sulla propria famiglia. Che per Franco Palumbo è stata in larga parte proprio Matera. Nella sua esistenza terrena la sua città l’ha percorsa in lungo e in largo riproponendone la storia, le consuetudini, le tradizioni, gli aneddoti. Un libro aperto fatto di centinaia di pagine quello scritto giorno dietro giorno da un Palumbo amico di tutti sempre pronto a regalare un sorriso, ma anche ad individuare i percorsi più giusti per assegnare al territorio una visibilità sempre più ampia. Ed è così che anche, se non soprattutto a lui, che a 80 anni suonati continuava a sentirsi uno dei ragazzi del “Circolo La Scaletta”, che vanno attribuiti i mille successi conquistati sul palcoscenico nazionale ed internazionale da Matera a cominciare dalle grandi mostre di scultura nei Sassi che a San Nicola dei Greci e a Madonna delle Virtù hanno celebrato artisti italiani e stranieri. Ma anche le sue solide amicizie, che come filo conduttore avevano sempre la città, con esponenti della cultura di primissimo piano come Josè Ortega, Pietro Consagra, Andrea Cascella, Michele Prisco. Tuttavia, un ruolo chiave Franco Palumbo lo ha avuto nell’organizzazione della Festa della Bruna: a lui si deve il rilancio di una manifestazione che rischiava di essere sepolta da egoismi e antistoriche ricostruzioni. Nel 1959 socio fondatore del circolo “La Scaletta”, sodalizio che era tornato a guidare dallo scorso giugno con una elezione plebiscitaria. Nella campagna elettorale del 1948, autore per la Democrazia Cristiana di un giornale parlato: i temi della politica locale e nazionale in dialetto materano affidati alla sua voce che si diffondeva prima di ogni comizio in piazza Vittorio Veneto. Ma soprattutto il suo legame con il lavoro e la famiglia. Giovanissimo era al fianco del padre che rimasto invalido per un incidente continuava ad operare da meccanico nel laterificio Cappelluti, poi nell’impresa Cidonio nella costruzione della diga di San Giuliano, quindi all’Inam e poi all’Inps. Il suo santuario, la famiglia, la moglie Marcella Fontanarosa e i figli Angelo, Silvia e Giuseppe. La camera ardente è stata allestita nella Chiesa del Carmine in piazza Pascoli. Domani, alle 10, i funerali nella parrocchia San Rocco in via Lucana per l’estremo saluto a Franco Palumbo, che sarà ricordato come un materano vero.

 

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