Bande da giro e polemiche: è tempo di chiarezza

Matera. In una calda estate con forse ben poche notizie di rilievo è facile che un episodio, figlio sicuramente di un malinteso e probabilmente piccolo in origine, si gonfi da solo assumendo proporzioni  eccessive rispetto alla premesse che l’originano.  Ma il buonsenso prima e la correttezza formale e professionale poi impongono un intervento aperto e circostanziato sul tema, isolando con ordine alcuni aspetti. Partiamo da quello più importante. E’ infatti giusto e doveroso per la testata giornalistica TRM tornare sulla vicenda che vede il sindaco Adduce offeso da un servizio trasmesso dalla stessa in data primo settembre, facendolo in data odierna perché se ne abbia anche una maggiore visibilità rispetto a quella che si sarebbe registrata nel weekend. La nostra in premessa è pertanto un’apertura a tutto tondo in termini di disponibilità alla rettifica su quanto evidentemente affermato in forma erronea nel servizio a firma dello stimato collega Franco Di Pierro che con la nostra testata giornalistica da qualche mese collabora, sempre nell’alveo della propria autonomia e professionalità, portando ad essa valore ed esperienza. Un errore alla fonte all’origine del suo servizio sui fondi elargiti al Comune di Ferrandina per il “Raduno nazionale delle bande da giro” ci impone che sia ripristinata nei confonti di tutti la correttezza dei fatti, lasciando spazio alle argomentazioni della parte lesa con adeguato peso ed evidenza. Ci rendiamo pertanto in tale sede disponibili nei confronti del primo cittadino perché chiarezza sia fatta sul tema, non solo riprendendo quanto da questi argomentato in apposito comunicato stampa ma anche offrendogli spazio per un commento a microfono aperto ove lo ritenesse utile. Nel comunicato stampa emesso dalla Segreteria del Sindaco si leggeva fra l’altro che “il Comune di Matera non poteva e non può elargire fondi a favore di manifestazioni di altri Comuni (in questo caso Ferrandina). Il Sindaco ha chiarito tramite face book i termini della questione con un messaggio in cui esprime dispiacere nei confronti della strumentalizzazione di una notizia che non esiste. Il Comune di Matera è capofila del PIOT  del quale fanno parte oltre a Matera anche i Comuni di Montescaglioso, Pomarico, Ferrandina, Miglionico, Grottole Grassano e Irsina. La Regione ha finanziato per il 2010-2012 interventi per la promozione turistica, per la organizzazioni di eventi per la realizzazione di opere pubbliche legate al turismo, per finanziare investimenti privati. Per gli eventi la quota 2011 è pari a euro 316.000 che sono stati ripartiti attribuendo agli eventi di Matera 244.000 euro (di cui 80.000 euro alla Festa della Bruna) e i restanti 72.500 ai comuni della collina materana, fra cui Ferrandina e Miglionico 10000, Grottole, Pomarico e Grassano 7500, Irsina e Montescaglioso 15000,. E’ chiaro che Il Comune di Matera non avrebbe potuto dare propri soldi ad altri Comuni.”Fin qui gli aspetti della notizia da rettificare rispetto a quanto da noi trasmesso. Sui risvolti privati della vicenda il tema è diverso. Ed il riferimento in tal caso è  alla burrascosa telefonata intercorsa fra il sindaco Adduce ed il giornalista Franco Di Pierro nella stessa data, sulla cui verità evidentemente nessuno tranne i due diretti interessati potrà mai sapere veramente contesto, termini,  premesse e conclusioni. Una cosa però è certa. Il buonsenso, la cortesia, il rispetto e l’educazione dovrebbero prevalere in tale vicenda – al pari di tante altre – visto che ci si riferisce a due persone intelligenti che per il proprio ruolo, la propria storia ed il proprio stile sapranno in privato (e non in pubblico) ridimensionare quanto evidentemente accaduto riportandolo sui giusti binari e sui giusti toni.  Un episodio facilmente circoscrivibile è diventato nelle ultime ore notizia più della notizia stessa. La polemica ha assunto evidentemente toni molto accesi – che troveranno probabilmente eco anche in altre sedi – ma non resta che confidare nella moderazione ristabilendo la giusta cornice rispetto ai fatti.  Infine l’occasione di questa vicenda si presta per chiudere con un più generale riferimento al tema del ruolo dell’informazione, e dell’informazione locale in particolare. Essa non può sempre limitarsi – come spesso accade e come molti vorrebbero – ad una lettura acritica e piatta dei fatti o peggio dei comunicati di volta in volta stesi ed inviati da politici, Enti ed Istituzioni, organizzazioni datoriali e sindacali, associazioni ed imprese. La tecnologia in questo caso spesso aiuta e facilita il lavoro di redazione facendo essercitare più d’una volta l’arte del comodo “Copia e incolla” che consente di occupare spazi assegnati e di limitare al minimo lo sforzo creativo ed elaborativo dei giornalisti. Le notizie  che riguardano la comunità vanno anche sviscerate, analizzate e commentate in autonomia e spesso esse vanno anche ricercate ad hoc e non solo “riscaldate”. Un lavoro non semplice e sicuramente più scomodo. Con tutti i rischi (anche di errore) che ciò comporta, ma sicuramente con tutto il bene che questo approccio può generare 9 volte su 10 agli occhi dei tanti beneficiari che fruiscono ogni giorno del prezioso bene dell’informazione. Specie quando questa è liberamente e gratuitamente fruita. Ai giornalisti spetta sicuramente il compito di  informarsi e di saper argomentare i fatti espressi con professionalità e serietà (usando anche all’occorrenza quell’umiltà che consente di sapersi scusare se serve), agendo sempre con quel rigore, attenzione ed autorevolezza date dalla consapevolezza di svolgere un ruolo critico, dove critico non deve significare sempre e solo “contro”. Al di là dell’episodio delle ultime ore è evidente pertanto che ciascuna testata ha e dovrà continuare ad avere il diritto-dovere di informare e di  esprimere i propri punti di vista sui fatti che riguardano il territorio, in una forma che sia libera e che possa e sappia essere anche fonte di stimolo e di denuncia. Ciò nella convinzione che proprio questo ruolo fatto di vigile presenza, di critica aperta e di capacità propositiva e costruttiva quando il contesto ed i contenuti lo consentono, possono permetterle di assolvere al proprio ruolo di “servizio” (e non ci si riferisce certo a quello pubblico) nei confronti della comunità raggiunta.In uno scenario come quello che nei prossimi mesi l’avvento del digitale terrestre con lo switch off potrebbe generare potrà esser utile ricordare anche questi aspetti.

Gli altri servizi relativi alla vicenda:

1 settembre 2011 –  http://www.trmtv.it/home/attualita/2011_09_01/26105.html

2 settembre 2011 –  http://www.trmtv.it/home/cronaca/2011_09_02/26110.html

 

 

 

 

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