Do ut des: tu dai una cosa a me, io do una cosa a te

Franco Stella, tra gli indagati

Matera. “Do ut des”, sintesi perfetta dell’indagine che a Potenza, con ramificazioni nell’intera regione, ma anche in Puglia ed in Campania, ha scoperchiato un vespaio di pratiche truffaldine in danno dell’erario. Una traduzione poco convenzionale e molto aderente alla realtà di quel motto latino diventa “io do una cosa a te e tu dai una cosa a me”. A gestire l’operazione una donna, di origini materane, Lucia Muscaridola. Per lei sono scattate le manette. Nell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza del capoluogo lucano con il coordinamento del piemme Francesco Basentini, sono finiti, a vario titolo, tra gli altri, anche il presidente dell’Amministrazione provinciale di Matera, Franco Stella, un commerciante, Giuseppe Nuzzolese, l’imprenditore Nunzio Olivieri, il commercialista Ascanio Turco. Tutti materani. Al dirigente dell’agenzia delle entrate, secondo l’accusa, arrivavano le varie richieste, in genere interventi per sanare accertamenti fiscali anche corposi. Sulla pratica intervenivano gli opportuni aggiustamenti che in contropartita assicuravano una serie di benefit a chi si preoccupava di accomodare la questione, in genere soggiorni vacanza, gioielli, orologi, anche un consistente sconto sull’acquisto di un appartamento. Un fiume di danaro che gli investigatori, al termine di una paziente indagine, sono riusciti ad incanalare in direzione del principale beneficiario dell’impresa truffaldina. Niente soldi o regali, ma solo uno scambio di piaceri nell’affaire Stella-Muscaridola. Il presidente della Provincia di Matera avrebbe chiesto al dirigente dell’agenzia delle entrate il massimo di attenzione per una pratica concernente un imprenditore pugliese della ristorazione. L’operazione sarebbe andata in porto, quindi la restituzione del piacere per la licenza commerciale da assegnare al fratello della Muscaridola, macellaio in Bernalda. L’indagine ha accertato che Stella avrebbe convocato l’interessato e un dirigente dell’Azienda sanitaria del Materano per appianare la questione. Storie di mercimoni, intrecci truffaldini che avrebbero provocato non pochi danni alle casse dell’erario, una vicenda che alla fine ha una sola chiave di lettura, quella degli amici degli amici, del santo protettore, di comportamenti che sono transitati pari-pari dalla prima alla seconda repubblica. Una minitangentopoli lucana maturata peraltro in una regione che purtroppo già vive in affanno per altre questioni. Illeciti ed ingiusti arricchimenti che si saldano in qualche caso anche ad un modo poco limpido di esercitare il potere politico: la raccomandazione, i soldi, il facile arricchimento con tanto di evasione fiscale, i conti a rotoli del Paese, con la piccola Basilicata che cresce, purtroppo nella categoria del malaffare.

 

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