Stato di agitazione e assemblea permanente per i dipendenti del Palazzo degli Uffici finanziari

I lavoratori in assemblea permanente

MATERA – Stato di agitazione a partire da oggi e, questa mattina, assemblea permanente. Sono le iniziative messe in atto dai dipendenti del Palazzo degli Uffici finanziari di Matera, che dal 30 maggio scorso è accessibile soltanto tramite gli ascensori dopo che l’Asm ha ordinato la chiusura della scalinata principale, dalla quale due settimane prima era precipitato accidentalmente un giovane di 26 anni, perdendo la vita. Le ringhiere che la delimitano, infatti, misurano venti centimetri in meno rispetto allo standard di altezza pari ad un metro e dieci e non sono infrangibili come dovrebbero, visto che sono quasi interamente in vetro. E’ fuori norma anche la ringhiera delle scale di emergenza, precluse anche quelle ma attualmente fruibili con un intervento molto precario di innalzamento dell’altezza delle protezioni. Insomma, questo edificio vecchio di quarant’anni, come qualcuno dei dipendenti dice, dopo essere stato teatro di una tragedia rischia di trasformarsi in una trappola per topi. Cosa succederebbe se, in queste condizioni, all’interno dello stabile di piazza Matteotti ci fosse un’emergenza? Sembra che se lo stiano chiedendo soltanto i lavoratori, insieme ai sindacalisti locali di Fp-Cgil e Cisl, Flp-Finanze e Uil-Pa, che hanno sollecitato anche l’intervento del Prefetto. Tra l’altro, ci hanno riferito, non è facile nemmeno comprendere fino in fondo se l’interlocutore diretto sia lo Stato, visto che si fanno sempre più insistenti le voci di un’alienazione del palazzo ad un consorzio di banche. Ciò che si chiede, in pratica, è che si mettano in sicurezza le scale centrali con interventi-tampone al fine di garantire il sicuro e sereno svolgimento delle attività lavorative, anche per non creare disagi all’utenza. Di queste lacune antinfortunistiche del palazzo, però, tutti erano al corrente da decenni: perché occorre attendere sempre che ci scappi il morto prima di passare all’azione, ammesso che azione sia?