Danni alluvione. Coldiretti chiede interventi urgenti

un momento della conferenza stampa di Coldiretti

Matera. 5.500 ettari di seminativi tra grano duro e foraggere, 500 ettari di piantagioni ortive, 180 ettari di Agrumeti, 270 di frutteti. Numeri esorbitanti quelli che provengono dalla stima sui danni dell’alluvione del primo marzo elaborati da Luigi Appio per Coldiretti che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa in mediateca prima di un incontro con il prefetto di Matera. Il totale per ora ammonta ad oltre 53 milioni di euro. Ma queste cifre potrebbero aumentare a causa dei danni sugli impianti e le colture che saranno evidenti solo quando si capirà come le coltivazioni colpite reagiranno alla calamità. Gli agricoltori colpiti sono davvero tanti e sono anche i rappresentanti dell’unico settore che in Basilicata registra un trend positivo, fornisce occupazione e rappresentata quasi il 70 % nella produzione del PIL regionale. Questo aumenta il paradosso di una situazione che per quanto calamitosa non sia eccezionale come testimoniato da alcuni presenti che nel giro di 2 anni hanno subito 8 alluvioni. Per questa ragioni Coldiretti chiede l’immediato intervento senza se e senza ma da parte delle istituzioni per consentire il riavvio delle attività. Presenti anche i sindaci dell’area come Giuseppe Lacicerchia, sindaco di Craco, che ha sottolineato come sia impensabile che per far ripartire un attività agricola bisogna chiedere l’intervento della presidenza del consiglio dei ministri e che la Regione Basilicata non sia dotata di strumenti finanziari rapidi e diretti per affrontare le emergenze. Il presidente di Coldiretti Piergiorgio Quarto ha ribadito gli obiettivi dell’associazione: l’attivazione nell’ambito del piano di sviluppo rurale di una misura specifica per i danni, l’attivazione di un fondo regionale di rotazione a servizio di tutte le imprese agricole, l’adozione di un piano di difesa del suolo, il ripristino naturale degli argini e del letto dei fiumi, istituzione di contratti territoriali di manutenzione ambientali da stipulare direttamente con le imprese agricole. Proprio questi ultimi tre aspetti aggravano la situazione nel metapontino visto che esistono enti, come l’autorità di bacino ed il consorzio bonifica che hanno il compito e quindi il dovere di monitorare e manutenere canali ed argini. Non solo la Regione Basilicata così come prevede la legge ha l’obbligo di monitorare il territorio e di prevedere piani di assetto idrogeologico viste anche le ultime relazioni del ministero dell’ambiente che annoverano la Basilicata e la provincia di Matera come zone ad alto rischio idrogeologico. Se le istituzioni competenti non interverranno con azioni immediate in queste direzioni la Coldiretti organizzerà azioni di protesta.

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