Maxi-sequestro anti-mafia a Gravina in Puglia

Una pattuglia notturna dei Carabinieri

Gravina in Puglia (Ba) – A quattro mesi di distanza dal maxi-sequestro di dieci milioni di euro nei confronti del clan Mangione di Gravina, questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Altamura, con i colleghi di Matera, Cosenza, Monfalcone e San Donato Milanese, hanno proceduto ad un cospicuo sequestro “antimafia”di numerosi beni mobili ed immobili, per un valore complessivo di circa trenta milioni di euro. Principale destinatario della misura, scaturita dall’indagine patrimoniale a cui è stato dato il nome “Secondopiano”, è Raffaele Dipalma, 59enne pregiudicato, coinvolto nelle note operazioni di polizia denominate “Gravina” e “Canto del Cigno”, che all’epoca dimostrarono chiaramente la sua contiguità con i principali clan mafiosi operanti a Gravina in Puglia e nelle zone limitrofe (Mangione, Gigante, Matera). Gli accertamenti svolti da carabinieri di Altamura e coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari hanno permesso di appurare che Dipalma e alcuni suoi familiari, a fronte di modesti redditi dichiarati, risultano essere proprietari, anche attraverso interposte persone fisiche e giuridiche, di 98 immobili, 4 società, autovetture, depositi bancari presso 8 diversi istituti di credito. L’operazione è stata possibile, applicando il c.d. “pacchetto sicurezza”, in esecuzione di una specifica ordinanza emessa il 22 febbraio scorso dal Tribunale di Bari – Sezione Misure di Prevenzione.

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