Omicidio Fontana, delitto annunciato

MATERA – “Mia o di nessun altro”, ripeteva Paolo Chieco, dopo aver già tentato di ammazzare Anna Rosa Fontana, cinque anni fa, il 13 luglio del 2005, quando, con diciotto coltellate, ridusse, in fin di vita la donna. Martedì sera però ci è riuscito, uccidendola davanti al figlio, con un coltello da macellaio. Nel 2005 Chieco era stato arrestato, in prima istanza, per tentato omicidio: con la derubricazione del reato, dopo la sentenza, a lesioni gravi, aveva scontato gli arresti domiciliari, per un anno e quattro mesi. Un’altra denuncia, quest’anno, ad ottobre, con conseguente provvedimento di stalking il 3 novembre e misura interdittiva, secondo la quale non poteva avvicinarsi alla Fontana ad una distanza inferiore ai 300 metri. Ma il divieto di avvicinarla non è bastato, evidentemente, a evitare un delitto annunciato. La violenza tollerata si traduce in sangue. È questo invece il grido d’allarme lanciato dalle associazioni impegnate da anni sul fronte della violenza sulle donne. Il grave caso di cronaca avvenuto a Matera il 7 dicembre torna a segnalare la recrudescenza dei casi di violenza contro le donne, all’interno dei rapporti interparentali.

 

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