Omicidio di via Lucana. I particolari della conferenza stampa.

Il luogo della tragedia - foto Sassiland

Matera – Martedì sera, 7 dicembre, “tra le 21,00 e le 21,15, il 113 riceve due chiamate. Segnalano l’aggressione di una donna. Tramite l’identificativo del chiamante le pattuglie si precipitano in via Lucana, a Matera, nei pressi della milizia. Sul posto: Anna Rosa Fontana, 38 anni, seduta, priva di vita, con un coltello da cucina conficcato nella schiena, dopo esser stata colpita per 5 volte. Stava rincasando”.  Così, si è aperta la conferenza stampa di stamane, presso la questura di Matera, inerente il tragico fatto di cronaca. A descrivere l’accaduto Maria Concetta Piccitto, vice questore aggiunto e dirigente delle volanti. Poi, continua, “un’altra pattuglia si è diretta subito verso la casa di colui che, in quel momento, era il probabile omicida. Sull’uscio dell’abitazione cercata: un uomo, Paolo Chieco, ex compagno della Fontana, 53 anni, ancora con i pantaloni sporchi di sangue e con il borsone pronto per la sua permanenza in carcere”. Poco dopo, si scoprirà che anche lui aveva avvisato la questura del suo gesto. Il Chieco aveva già aggredito il 13 luglio 2005 la donna con 18 coltellate. Arrestato, in prima istanza, per tentato omicidio; con la derubricazione del reato, dopo la sentenza, a lesioni gravi, aveva scontato gli arresti domiciliari per un anno e 4 mesi, più altri 4 mesi in carcere. Un’altra denuncia c’era stata a ottobre di quest’anno con conseguente provvedimento per stalking il 3 novembre e misura interdittiva secondo la quale non poteva avvicinarsi alla Fontana ad una distanza inferiore ai 300 metri. Il principale movente sembra essere stato la decisione della magistratura di affidare la figlia della coppia ai genitori della donna; la causa scatenante: aver visto lei in compagnia di un nuovo compagno. Alla scena hanno assistito il figlio diciassettenne, nato dall’altro rapporto sentimentale della signora, e la fidanzata dello stesso; probabilmente coloro, i quali, avevano fatto la prima segnalazione. Ora, l’accusa è di omicidio premeditato volontario. Chieco rischia fino a 30 anni di reclusione. Nicola Fucarino, capo della squadra mobile, ha dichiarato che tutto le normative adottate, in questi anni, nei confronti dell’aggressore sono state il massimo dei provvedimenti applicabili. L’inchiesta è, ora, coordinata dal pm di Matera, Alessandra Susca. La donna lascia 3 figli; 6 anni l’età della figlia avuta con Chieco, 17 e 12 l’età dei ragazzi nati dall’altro rapporto.

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