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I residenti de La Martella chiedono il rispetto dell’odg

La discarica de La Martella

Matera. La differenza non è nella risposta ma nella domanda. E’ l’unica che ci sembra pertinente in questo momento è: perché la Regione Basilicata si trova in uno stato d’emergenza rifiuti? Perché il Presidente  De Filippo è costretto ad emettere due ordinanze che obbligano la città di Matera a ricevere i rifiuti della provincia di Potenza? Semplice. Perché la regione Basilicata non ha un atto d’indirizzo tecnico che orienti i sistemi di raccolta, ha un piano di gestione dei rifiuti vecchio addirittura ispirato a principi antecedenti al decreto Ronchi, con una carenza di impianti cronica che ha portato ad un costo elevatissimo dello smaltimento ed al  esaurimento delle discariche. Per non parlare della Provincia di Matera che nel 2009 approva un piano datato ed addirittura superato dalle normative regionali  e nazionali. L’unica strada obbligatoriamente percorribile, in questa situazione di pericolo, dopo una gestione che ha fatto acqua da tutte le parti, è quella che ha dovuto intraprendere De Filippo con le due ordinanze del 28 maggio del 2010 che, in buona sostanza, individuano alcuni impianti dove poter conferire , in via transitoria, il surplus dei rifiuti mentre contempla, in accordo con gli altri enti,  la realizzazione di nuovi impianti ma senza un progetto complessivo che punti alla differenziata ed al riciclo. E ci risiamo. Anche l’avanzata normativa nazionale ed europea se ne va in discarica. Ci sono due possibilità dunque o i tecnici e gli amministratori provinciali e regionali sono degli incapaci, perché non  hanno saputo gestire la raccolta dei rifiuti oppure c’è il legittimo sospetto a pensare che ci siano interessi occulti e mega affari all’orizzonte. Ci vorrebbe un mea culpa da parte dei responsabili ed una volontà di invertire una tendenza a considerare il rifiuto come un affare e non come un servizio. Intanto  i residenti del borgo La Martella continuano a vivere ad 800 metri dalla discarica  ed a fine novembre si troveranno davanti alla decisione obbligata di De Filippo di conferire a Matera perché la patata bollente non può restare a Tito: 25 mila tonnellate di rifiuti non uno scherzetto con il rischio commissariamento della gestione . Ma  almeno questo problema potrebbe essere risolto con il rispetto dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale che in sintesi prevede la collaborazione  proporzionata alle reali capacità di ogni singola discarica, presenti e distribuite nel tempo. La palla avvelenata passa dunque al sindaco Adduce che può solo smettere di sorridere a De Filippo e tenere fede al mandato del Consiglio Comunale chiedendone a gran voce il rispetto. Per quanto riguarda le altre richieste dei residenti tra cui la compensazione le strade si aprono anche perché si è in aria di accordo di programma con il governo nazionale per una somma di 4,5 milioni di euro con cui recuperare il borgo. “Fate attenzione però” ha ribadito Angelo Tosto presente all’incontro “l’amministrazione deve inserire il recupero in un programma di più ampio respiro che consenta interventi razionali ed utili come solo il Piano strategico può consentire”.  

 

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