Gli sviluppi del caso Dambrosio

Bartolo Dambrosio

Altamura (Ba) – Li ha traditi Facebook. Francesco Palmieri e Michele Loiudice, 2 dei 4 presunti killer di Bartolo Dambrosio, ucciso il 6 settembre scorso nella murgia altamurana, sono stati fermati ieri in un Bed&Breakfast di Taviano in provincia di Lecce. Grazie alle tracce lasciate sul social network più famoso del mondo. Oggi dinanzi al gip del Tribunale di Bari la convalida dell’arresto. Secondo la procura Bartolo Dambrosio è stato ucciso perché si era impossessato del territorio e non dava spazio ad altri nelle attività illecite. Michele Loiudice, 25 anni, pregiudicato e Francesco Palmieri, 22, incensurato sono entrambi di Altamura. Cade, quindi, per ora, l’ipotesi di una banda malavitosa proveniente da fuori. Michele Loiudice è figlio di Giovanni, boss caduto in disgrazia negli anni ’90 dopo l’operazione “Carlo Magno” che decimò le fila della malavita murgiana: condannato per associazione mafiosa, nel 2003 sfuggì ad un agguato rifugiandosi in America. Gli altri due complici del commando contro Dambrosio sono riusciti a fuggire e ora sono ricercati. Nella struttura ricettiva di Taviano sono stati trovati documenti per fabbricare armi e biglietti ferroviari. Proseguono le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Bari, coordinate dal pm Antimafia Desirè Digeronimo. «A distanza di due settimane – dichiara in una nota il procuratore di Bari, Antonio Laudati – siamo riusciti a dare una prima risposta a uno degli omicidi di stampo mafioso che ho definito più volte fra i più pericolosi e strategici avvenuti negli ultimi anni in provincia di Bari.

 

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