Omicidio Cassol,confermati gli arresti domiciliari ad Ardino

Giovanni Converso Ardino- foto di Luca Turi

Altamura (Ba) – Rimane agli arresti domiciliari Giovanni Converso Ardino, il bracconiere reo confesso di aver sparato al prete veneto Don Francesco Cassol sulla murgia altamurana. Lo ha deciso il tribunale di Bari. Intanto il gip di Bari, Giuseppe Debenedictis, non ha convalidato l’arresto di lunedì, effettuato in ‘quasi flagranza’, perché già trascorse quasi 48 ore dall’omicidio, ma ha emesso un’altra ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per omicidio colposo. Il bracconiere è indagato anche per caccia di frodo e omissione di soccorso. Nel corso dell’udienza di convalida, però è emersa una discrepanza. Dopo lo sparo, secondo la testimonianza di un partecipante al raduno, l’uomo si sarebbe «avvicinato fino a toccare il sacco a pelo» del sacerdote per poi scappare in auto. Ardino, invece, sostiene di essersi avvicinato «fino a qualche metro» di distanza e di essere fuggito per paura. Dall’accertamento dell’accaduto dipende la contestazione di omissione di soccorso. D’altra parte la relazione autoptica potrebbe confermare, come del resto è già emerso, che il sacerdote e’ morto dissanguato in meno di cinque minuti. Un tempo troppo breve per praticare qualsiasi soccorso. Intanto La Destra – sezione di Altamura ha chiesto in una nota al Comune e l’Ente Parco di costituirsi parte civile nel processo poiché tutta questa vicenda ha gettato discredito sull’intera comunità altamurana e sul suo fragile sistema turistico. L’Associazione Venatoria Regionale Libera Caccia Puglia si riserva, ad indagini concluse, di costituirsi parte civile in un eventuale processo, scagliandosi, in un comunicato, anche contro i mass media che hanno denigrato il mondo venatorio approfittando di una notizia così tragica.

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