Salotti e lavoro nero: un anno dopo

Matera. Lavoro nero, un anno dopo. Salgono di nuovo le scale del Palazzo della Prefettura, cassaintegrati e rappresentati sindacali. Un’altra pesante denuncia la stessa a dire il vero del 2009 : le imprese madri del distretto si occupano di commercializzare divani prodotti da conto terzi che lavorano al limite della legalità: nessuna norma di sicurezza viene rispettata, gli opifici dei conto terzi sono aperti ventiquattrore su ventiquattro, spesso non ci sono contratti di lavoro adeguati alla norma. Servono maggiori controlli, possibilmente incrociati. Fortunatamente ogni dichiarazione rilasciata dinanzi al Prefetto diventa parte di un verbale ufficiale. Anche quella pesante fatta da un lavoratore seduto al tavolo che spiegava a S.E. Francesco Monteloene che spesso prima dei controlli delle forze dell’ordine arriva anche una misteriosa telefonata per allertare l’imprenditore e lasciargli il tempo di mettere in ordine la sua azienda. Margherita dell’Otto della FILCA CISL ha detto anche che questa rischia di diventare una guerra fra poveri visto che il numero di cassaintegrati è sensibilmente aumentato nel corso degli ultimi mesi e si tratta di persone che potrebbero essere disposte a tutto pur di portare a casa un pezzo di pane. Per la FENEAL UIL c’era Valeriano Delicio, Simone Randò per la FILLEA CGIL. Di sotto invece tutti gli altri ad aspettare e a protestare contro i mancati controlli che favorirebbero le aziende di proprietà cinese. Il Prefetto di Matera ha assicurato un immediato intervento.

 

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