Crisi dell’edilizia nella provincia di Matera

Matera – 22 marzo 2010. Il settore dell’edilizia in provincia di Matera rischia il collasso. A lanciare l’allarme è la Filca Cisl regionale, che ha realizzato un dossier sulla condizione del lavoro nei cantieri della provincia. Tra il 2008 e il 2009 nel materano si sono persi oltre 500 posti di lavoro secondo i dati forniti dalla Cassa Edile e dalla Edilcassa, che indicano una flessione percentuale pari all’11 percento. Ma nelle pieghe dei dati, si legge in un comunicato della Filca Cisl, emerge anche un altro fenomeno preoccupante: la crisi ha infatti provocato un incremento del ricorso al cottimo, come conferma l’aumento percentuale dei cottimisti che arrivano dalle regioni limitrofe, passata dal 37 al 39 percento del totale degli addetti del settore. Il cottimo, denuncia il segretario regionale della Filca Cisl, Franco Pantone, sta diventando lo standard, perché le imprese che si aggiudicano gli appalti, con ribassi del 40 percento, devono contenere i costi, con la conseguente riduzione dei salari, l’abbassamento della soglia dei diritti e della sicurezza, e il ricorso a materiali di più bassa qualità. Il meccanismo del massimo ribasso, ribadisce Pantone, sta distruggendo il mercato e sta facendo proliferare il ricorso al cottimo e a forme più o meno palesi di lavoro sommerso. Per uscire da questa situazione di stagnazione, che ha drasticamente abbattuto il numero di imprese edili vere e proprie nel materano, occorre, sottolinea Pantone, riprendere il controllo del settore, a partire dalla convocazione dell’osservatorio permanente presso la prefettura di Matera. Ma bisogna anche accelerare, conclude Pantone, la spesa dei fondi già stanziati per le opere pubbliche.

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