Agguato in pieno centro a Grassano, un uomo in fin di vita.

Grassano. (Mt). Agguato in pieno centro a Grassano la notte del 31 gennaio, Maurizio Mafaro è stato ridotto in fin di vita ed è ora ricoverato all’ospedale civile di Potenza , con un referto medico piuttosto preoccupante. Ha riportato infatti due profonde ferite da taglio alla gola, fratture alle vertebre e segni vistosi al volto. Quattro i cittadini del luogo arrestati nel giro di poche ore dai carabinieri. Sono stati associati in regime di isolamento alla Casa Circondariale di Matera i cognati Salvador Daraio del 1982 e Francesco Paolo Daraio classe ‘80, e poi Pietro Disogra del 1981 e Nicola Abate classe ‘68 con le accuse di tentato omicidio aggravato in concorso, rissa e porto ingiustificato di armi. Il capitano Giuseppe Prudente, Comandante della Compagnia di Tricarico e il maresciallo Giacomo Bello, Comandante della Stazione di Grassano hanno illustrato questa mattina i dettagli dell’efferata aggressione. A segnalare ai sanitari del 118 e ai carabinieri la presenza di un uomo esanime in un vicolo del paese è stata una cittadina; gli agenti hanno immediatamente ricostruito la scena e raccolto i primi elementi d’indagine che hanno portato all’individuazione dei soggetti coinvolti, tutti pregiudicati. Armi e indumenti macchiati di sangue, rinvenuti nei rispettivi appartamenti sono stati un’ulteriore conferma della responsabilità dei quattro autori dell’aggressione. Per di più Nicola Abate è stato fermato in possesso della somma contante di 7 mila euro utili per allontanarsi dal paese. Una vicenda dai contorni ancora poco chiari; Mafaro, infatti, agli arresti domiciliari per una rapina avvenuta nel 2008 effettuata in concorso con uno degli arrestati, Salvador Daraio, è stato rintracciato telefonicamente dai suoi aggressori per un appuntamento in centro a Grassano. Consapevole di quanto gli sarebbe potuto accadere anche Mafaro è giunto sul luogo dell’incontro armato di coltello, ritrovato poi in un cassonetto dei rifiuti e sequestrato dagli agenti. Bisognerà quindi verificare se si è trattato di una rissa sfociata per futili motivi o di un regolamento di conti. A coordinare le indagini il Pm Valeria Farina Valaori. A Maurizio Mafaro, ancor in fin di vita, gli è stata contestata l’evasione e la partecipazione attiva alla rissa.

 

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