A Gennaio il Processo per Tandoi e Nigro

Il Pastificio Cerere nella zona industriale de La Martella a Matera

Matera. Risponderanno di malversazione ai sensi dell’articolo 356 il prossimo22 gennaio. Davanti al giudice Filippo Tandoi, amministratore dell’omonimo pastificio, Giuseppe Di Taranto ex presidente del Consorzio Agrario di Lucania e Taranto, Antonio Cocci, presidente della Cerere Srl di Matera, ed i consiglieri Cesare Amato e Antonio Maino. La richiesta di rinvio a giudizio sarebbe motivata per il non rispetto del patto territoriale del 1999, stipulato con il Ministero del Tesoro attraverso cui la Cerere aveva ottenuto un finanziamento di 3 milioni ed ottocento mila euro per realizzare un complesso industriale dove produrre la “Pasta di Matera” attraverso l’utilizzo del pregiato grano lucano, motivo per cui alla Cerere vennero assegnati altri due milioni e mezzo di euro dal Programma Operativo Plurifondo (P.O.P. 94/99). Ma nel 2005, dopo il subentro di Tandoi, i carabinieri avrebbero intercettato sette autotreni con mille e cinquecento tonnellate di grano duro proveniente dalla Grecia. Intanto nel 2007 i Fratelli Tandoi avrebbero modificato l’impianto dell’ex pastificio Cerere per produrre in conto terzi varietà diverse da quelle lucane. Per questo Carmine Nigro, all’epoca dei fatti presidente della Provincia di Matera, è stato già condannato dalla Corte dei Conti in primo grado a risarcire all’ erario 400 mila euro. Nigro dovrà rispondere ora davanti al giudice di abuso di ufficio insieme al Direttore Generale del dipartimento attività produttive della Regione Basilicata, Giuseppe Esposito a Maria Carmela Panetta dell’Ufficio per la gestione dei regimi d’aiuto. Coinvolti anche i referenti esterni per le istruttorie del patto territoriale Angela Giorgio e Maurizio Destefano della direzione imprese del Banco di Napoli.

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