Due arresti a Matera per sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù

Matera. ”Matera, novità bellissima ragazza venticinquenne sensuale massaggi tutti i giorni”; comincia da questo annuncio su un quotidiano locale l’attività investigativa degli uomini della Polizia di Stato durata due settimane e terminata la notte scorsa con l’arresto in flagranza di reato per due cittadini cinesi accusati di sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù. I due, conviventi, sono un uomo di quarant’anni e una donna di quarantadue residenti a Taranto ma che avevano stipulato un contratto di locazione per un appartamento a Matera. La vittima è una ventottenne cinese, clandestina, costretta per 25 giorni a rimanere rinchiusa in casa senza avere la minima idea di dove possa trovarsi la città di Matera in Italia. La casa dove si prostituiva era contemporaneamente la sua prigione e la sua ancora di salvezza, se fosse uscita e fosse stata fermata dalle Forze dell’Ordine, infatti, sarebbe stata espulsa. I due aguzzini raggiungevano Matera ogni due giorni per incassare i 600 – 700 euro guadagnati in una sola giornata; la giovane donna era considerata una vera e propria macchina per fare soldi, considerando che la sua attività si svolgeva ininterrotamente 24 ore su 24. L’importo della singola prestazione non era elevato, elevato, invece, come hanno dichiarato gli agenti, era il numero di clienti della zona e del territorio limitrofo, tutti italiani che spesso attendevano in fila prima di ricevere la prestazione. Dopo aver finto un controllo sull’immigrazione che ha indotto i due cinesi a raggiungere l’appartamento a Matera, sono stati così tratti in arresto dagli uomini della squadra mobile. La Polizia che ha perquisito l’appartamento ha trovato un’ambiente in forte stato di degrado; la donna riceveva ogni sabato una busta con riso, patate, kiwi, uova e latte, in casa sono stati trovati solo due baby – dolls. La giovane ventottenne cinese non possedeva altro se non jeans e maglietta che indossava sin dall’inizio della sua prigionia e un letto. Gli agenti hanno sequestrato 1500 euro e un’agenda con segnati tutti gli incassi che la donna –  aguzzino ha tentato di strappare durante il suo trasporto in Questura. Le indagini coordinate dal pm Valeria Farina Valaori hanno quindi portato alla denuncia e all’arresto dei due conviventi cinesi che molto probabilmente questa settimana avrebbero lasciato la città, per i reati di sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù.  

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