Foggia. Migranti occupano pacificamente la Cattedrale e chiedono l’intervento del Papa

Oltre 200 migranti, la maggior parte dei quali nei mesi scorsi era accampata nel Gran Ghetto tra Rignano e San Severo, hanno occupato in maniera pacifica la Cattedrale di Foggia per chiedere condizioni di vita più dignitose.

I migranti hanno inizialmente esposto alcuni cartelli ma il parroco della Cattedrale li ha fatti abbassare e ha avviato in chiesa la recita del rosario alla presenza dei migranti che hanno chiesto l’aiuto e l’intervento del Papa.

Mmons. Vincenzo Pelvi, arcivescovo di Foggia-Bovino

“Si tratta di seicento migranti, in questi minuti stanno uscendo dalla cattedrale. Il loro rappresentante, Aboubakar Soumahoro, mi ha appena riferito che sono stati ricevuti dal Prefetto che li ha rassicurati sulle loro richieste, in primis quella del ripristino dell’acqua potabile nelle zone dove sono attualmente allocati”.

Così mons. Vincenzo Pelvi, arcivescovo di Foggia-Bovino, racconta al Sir gli ultimi sviluppi della protesta pacifica di alcune centinaia di lavoratori migranti che questa mattina sono entrati in cattedrale a Foggia issando dei cartelli dove si leggeva: “Siamo lavoratori, non carne da macello”, “Noi vogliamo legalità e giustizia sociale”.

Si tratta di uomini e donne, impegnati nella raccolta del pomodoro e di altri prodotti agricoli che si trovano a ridosso dell’ex gran ghetto nelle campagne tra Rignano Garganico e San Severo, sgomberato qualche mese fa. Chiaro il riferimento alle condizioni di lavoro che si sperava migliorassero dopo che il 31 luglio era stato sottoscritto con la Regione Puglia un accordo che stabiliva, tra le varie cose il superamento della ghettizzazione, l’inserimento lavorativo, il rispetto dei contratti di lavoro e, infine, l’istituzione di un tavolo permanente sull’agricoltura. 

L’arcivescovo Pelvi li ha incontrati in cattedrale per oltre due ore: “Ho ribadito loro tutto il sostegno e la vicinanza della Chiesa. Mi sono interfacciato con le Istituzioni preposte, con gli assessori regionali competenti e con il Prefetto che, come dicevo, dopo il mio incontro li ha ricevuti. Le loro richieste principali sono: il ripristino dell’acqua potabile che manca dal 13 settembre nelle zone dove sono allocati dopo l’incendio del ghetto di Rignano e avere delle unità abitative dove poter alloggiare dignitosamente. Vogliono il riconoscimento della loro dignità di lavoratori. Vivono e lavorano in condizioni disumane e, per questo, chiedono di essere ascoltati da papa Francesco. Alle Istituzioni ho sottolineato che l’accesso all’acqua potabile è un diritto umano fondamentale che non si può disattendere. Esso determina la sopravvivenza delle persone”.

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