Risanamento ASI Potenza: Subito 15 mln per spesa corrente e stipendi

Un mutuo per pagare i debiti ed il soccorso della Regione Basilicata con liquidità per tenere testa la spesa corrente. Sembra essere questa l’unica cura per il Consorzio ASI di Potenza, reduce da un biennio disastroso e che attende tempi e modalità di un cronoprogramma di risanamento, in parte già avviato dal commissario Antonio Bochicchio.

Il quadro, davvero preoccupante, è emerso nell’ultima riunione della Seconda Commissione consiliare della Regione, dove sono intervenuti i dirigenti generali di Viale Verrastro e le parti in causa, tra gli altri, i sindacati CGIL, CISL e UIL e la Rsa della Federazione intersindacale nazionale dei dipendenti dei consorzi industriali – 42 unità in quello potentino.

Servono – è emerso – 45 mln di euro, dei quali una quindicina con urgenza per coprire la spesa corrente e pagare gli stipendi. Secondo Bochicchio le perdite mensili ammonterebbero a circa 400 mila euro. Una situazione paradossale se si pensa ai crediti vantati dall’ASI nei confronti di diverse aziende, alcune ormai fallite, e da Acquedotto Lucano, da quanto si apprende, per una cifra di 1,3 mln di euro e Comune di Atella per più di 86 mila euro.

Tra gli interventi in commissione, il consigliere del Partito Democratico Roberto Cifarelli ha sollecitato una scelta precisa, sia politica che economica, “già entro l’approvazione della legge di stabilità e del collegato”. Il segretario della UIL, Carmine Vaccaro, ha chiesto una sintesi progettuale tra i consorzi di Matera e Potenza, mentre Roberta Laurino della Funzione Pubblica CGIL ha parlato dell’esigenza di un “nuovo piano industriale” all’interno di un sistema complessivo “che si occupa di gestione della risorsa idrica”. La soluzione arrivata dalla Regione, in estrema sintesi, va verso una rateizzazione dei debiti e la vendita di lotti industriali e manufatti appetibili. Basterà ? La priorità – ha ricordato il presidente di commissione Giannino Romaniello – è evitare il blocco dei servizi, “con ulteriori risorse regionali oltre quelle già definite con la legge 32”.

Share Button