Presentato da Coldiretti e Eurispes il Rapporto “Agromafie 2017”

Presentato il quinto rapporto “Agromafie” sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.

Nella sede romana di Coldiretti il segretario generale Vincenzo Gesmundo ha introdotto gli altri partecipanti alla presentazione tra i quali Gian Carlo Caselli, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, Gian Maria Fara – Presidente Eurispes, la conclusione dei lavori affidata al presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo.

La stesura del Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia è stata resa possibile anche grazie al contributo proveniente dalle Forze dell’ordine, dalla Magistratura, dalle Istituzioni e dagli Enti che operano sul territorio a salvaguardia del comparto agroalimentare. Per questo, all’iniziativa sono intervenuti anche il ministro dell’Interno, Marco Minniti e quelli di Giustizia e Agricoltura, rispettivamente Andrea Orlando e Maurizio Martina oltre a Giovanni Legnini, Vice presidente CSM, con Rosy Bindi, Presidente della Commissione parlamentare antimafia, Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia e Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

I più noti clan della criminalità si dividono il business della tavola mettendo le mani sui prodotti simbolo del Made in Italy. Per questo Coldiretti ha allestito una “tavola delle cosche” con i prodotti frutto dei business dei clan criminali.

Il rapporto vede protagonista della “top ten” delle province italiane interessate dall’agromafia oltre a due province in Calabria (Catanzaro oltre alla leader Reggio Calabria), tre in Sicilia (Palermo, Caltanissetta e Catania) e due in Campania (Caserta e Napoli) e anche quella di Bari.

In Puglia maglia nera alla provincia di Bari

Maglia nera alla provincia di Bari, rientrata a pieno titolo nella top ten della graduatoria che fotografa l’intensità del fenomeno delle agromafie nelle province italiane. Si piazza al decimo posto, seguita a ruota da Taranto al 15esimo, la provincia di Barletta-Andria-Trani al 18esimo posto, Lecce al 28esimo, Brindisi e Foggia rispettivamente al 46esimo e 47esimo posto.

I ruoli si invertono se ad essere fotografato è l’indice di permeabilità delle agromafie che raggiunge 100 a Foggia, 66,80 a Brindisi, 44,75 nella BAT, 34,56 a Taranto, 30,75 a Bari e, infine, 25,94 a Lecce.

In Puglia le fattispecie criminose più significative sono costituite dalla sofisticazione – soprattutto dell’ortofrutta e dell’olio – ma si assiste anche ad una escalation di furti nelle campagne di mezzi agricoli, prodotti, fili di rame e tutto quanto inibisce il sano svolgimento dell’attività agricola nelle aree rurali.

E’ emerso, tra l’altro come il fenomeno, nel corso dei cinque anni considerati, abbia accresciuto la propria intensità in particolar modo in Puglia (Bari: 1,39%; Taranto: 1,30%; Barletta-Andria- Trani: 1,27%),

“L’olio extravergine di oliva pugliese” dice Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Puglia “è sotto continui attacchi da parte degli agropirati senza scrupoli che ‘drogano’ il mercato dell’olio extravergine di qualità con un inevitabile danno a carico del territorio, delle imprese e dei consumatori. Oltre ai furti di rame, prodotti e mezzi agricoli, stiamo registrando fenomeni estorsivi, chiaramente evidenziati dai numerosi tendoni e ceppi di uva tagliati. Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari. I reati contro il patrimonio, quali furto di mezzi agricoli (15%), abigeato (11%), furto di prodotti agricoli (13%), racket (9%), usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione, rappresentano la ‘porta di ingresso principale’ della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale”.

La situazione in Basilicata: “livello medio basso”

In Basilicata “l’intensità del fenomeno delle agromafie” è “a un livello medio basso”, e la regione presenta dati, in confronto ad altre aree del Sud, “con minore incidenza”: Potenza occupa infatti il 34/o posto della classifica, e Matera il 48/o.

Il presidente e il direttore lucani di Coldiretti, Piergiorgio Quarto e Francesco Manzari, hanno spiegato che “dal rapporto è emerso che il volume d’affari complessivo annuale dell’agromafia in Italia è salito a 21,8 miliardi di euro con un balzo del 30% nell’ultimo anno”.

Nel 2016, inoltre, “si e’ registrata un’impennata di fenomeni criminali che colpiscono e indeboliscono il settore agricolo nostrano dove quasi quotidianamente ci sono furti di trattori, falciatrici e altri mezzi agricoli, gasolio, rame, prodotti e animali, con un ritorno prepotente dell’abigeato”.

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