Basilicata e gioco d’azzardo: 468 mln di spesa all’anno, aumentano gruppi auto-mutuo aiuto

Non si sbaglia a definirla piaga sociale. Il gioco d’azzardo fa gola ai lucani, secondo uno studio del 2013, reso noto dallo Svimez, capaci di spendere 468 mln di euro all’anno. Se paragonato al resto d’Italia, il dato costituisce solo lo 0,7% del totale, ma attenzione, preoccupa perché tocca una regione dai piccoli numeri ed a rischio emigrazione.

Nell’articolo a firma di Annunziata de Felice e Isabella Martucci, pubblicato sulla Rivista Economica del Mezzogiorno, il Belpaese figura al primo posto in Europa per i giochi on line, avendo raccolto nel 2012 circa 15 miliardi e mezzo. L’incidenza del fenomeno è più alta al sud che al nord ed in Basilicata spiccano i 291 mln di euro all’anno spesi nelle slot machine, seguiti dalle lotterie, lotto, gratta e vinci e giochi sportivi, tutti gestiti dai Monopoli di Stato.

Fa specie che in tempi di crisi economica intere famiglie stiano tentando la fortuna, magari rinunciando all’acquisto di beni primari. Il popolo degli scommettitori patologici, inoltre, non sempre sa farsi riconosce ed aiutare. Per questo, a Potenza, ad esempio, hanno preso vita due iniziative dedicate alle dipendenze: l’uno più generico promosso dal CESTRIM, l’altro specifico sulla ludopatia dell’associazione Famiglie Fuori Gioco. Vi partecipano giovani e più anziani: una “ricetta condivisa” che potrebbe arginare i danni economici e sociali, dalle proporzioni ancora inimmaginabili per l’esistenza del gioco illegale.

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