Coldiretti Puglia chiede una maggiore “stretta” sui controlli: 2500 terreni sono in mano alla mafia

La Coldiretti Puglia chiede una stretta sui controlli per assicurare maggiore sicurezza agli agricoltori e agli operai. La richiesta è stata avanzata presentando oggi alla Fiera del Levante l’indagine sulla “sicurezza per il lavoro nelle campagne”.

Secondo i dati dell’Osservatorio sulla criminalità dell’agricoltura e sul sistema agroalimentare promosso dalla Confederazione e presieduto da Gian Carlo Caselli, l’intero comparto è caratterizzato da fenomeni criminali legati a furti, estorsioni e alla contraffazione di prodotti alimentari ed agricoli e dei relativi marchi garantiti, ma anche dal fenomeno del caporalato.

emiliano-cantele-al-convegno-di-coldirettiDei 26200 terreni in Italia nelle mani di soggetti condannati in via definitiva per reati che riguardano, tra l’altro, l’associazione per delinquere di stampo mafioso e la contraffazione, in Puglia – emerge dall’indagine – ben 2.489 (il 9,5%) sono in mano alla mafia. Tra i 20 ed i 25 miliardi di euro vengono sprecati per il mancato utilizzo dei beni confiscati – sulla base delle stime dall’Istituto nazionale degli amministratori giudiziari (Inag) – ed in Puglia, dunque, vanno inutilmente in fumo tra l’1,9 e i 2,37 miliardi di euro a causa di inadempienze, procedure farraginose, lungaggini burocratiche.

Risulta elevata – secondo l’indagine – l’intensità dell’associazionismo criminale nelle province pugliesi Barletta-Andria-Trani (40,9), Bari (40,9), Taranto (39,4) e Lecce (37,4).

Oltre ai gruppi organizzati di nazionalità italiana, la mappa della criminalità straniera risulta principalmente di origine albanese, romena, russa e nordafricana. In Puglia inoltre – è stato spiegato nell’incontro – l’incidenza dei reati di associazionismo di stampo mafioso è pari al 10,3% con 52 denunce di associazionismo per delinquere e 6 di tipo mafioso. Sulla contraffazione l’indagine evidenzia quanto siano significative le risultanze relative ai territori di arrivo delle merci, come le realtà portuali, o la lavorazione delle merci con 851 denunce. Una simile analisi è stata condotta anche per la tipologia del reato di estorsione con 638 denunce.

“Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari”. Lo ha spiegato il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele. “Anche nel 2016 sono stati ripetutamente denunciati i furti di rame e mezzi agricoli e stiamo registrando fenomeni estorsivi.

I reati contro il patrimonio, quali furto di mezzi agricoli (15%), abigeato (11%), furto di prodotti agricoli (13%), racket (9%), usura, danneggiamento, pascolo abusivo, estorsione, rappresentano – secondo Cantele – la porta di ingresso principale della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale”.

“Si tratta spesso e volentieri – ha aggiunto il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – di vere e proprie azioni criminose. Siamo contrari ai controlli interforze sulla stessa azienda agricola, una sorta di caccia all’uomo dove ad essere controllati sembrerebbero essere sempre gli stessi. Vanno, invece, incentivate – ha concluso – azioni premianti della condotta positiva delle imprese associate che hanno accettato un percorso di legalità, sottoponendosi volontariamente a certificazioni stringenti”. (ANSA)

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