Inchiesta petrolio. Cig rallentata al COVA di Viggiano (Pz)

Centro Olio EniCassa integrazione congelata per un mese. Si registra una breve apertura tra le parti ma resta incertezza sul destino occupazionale dei lavoratori del Centro Oli Val d’Agri di Viggiano, attualmente fermo nella produzione a seguito del sequestro disposto dalla magistratura per l’inchiesta sul petrolio lucano.

E’ quanto emerso sul fronte sindacale di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, dopo l’ultimo incontro a porte chiuse con Eni, tenutosi presso la sede di Confindustria Basilicata a Potenza.

Sottolineato dal segretario Femca Cisl, Francesco Carella, in attesa di un nuovo faccia a faccia entro il 24 maggio, “i sindacati hanno ottenuto uno slittamento della cassa e il ricorso a ferie residue e riallocazione del personale in altre sedi dell’azienda.”

“Le unità interessate dalla cassa integrazione sono 274 a fronte dei complessivi 354 – ha dichiarato il segretario Uiltec, Giuseppe Martino. “La prossima richiesta sarà di impiegare gli occupati in altri lavori, quali ad esempio la manutenzione.”
Mentre resta aperto un tavolo con la Rsu circa la gestione degli aspetti tecnici, nelle prossime ore si terrà un incontro in Prefettura con presenza anche dell’indotto che gravita intorno al COVA, per fare il punto della situazione e coinvolgere nuovamente la parte istituzionale.

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