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Frana nel materano. La comunità di Pomarico, la sua solidarietà e la voglia di ripartire

La comunità di Pomarico, dopo lo shock, verificatosi poco meno di 48 ore fa per il crollo di alcuni edifici di via Corso Vittorio Emanuele, conseguenza inevitabile dalla frana di quasi una settimana fa, ha iniziato a stringersi attorno a se stessa.

Quel pezzo di terra ha strappato via improvvisamente ricordi e memorie, ma ha anche creato tra i cittadini un sopito spirito di comunità.

Sono i giovani in sede e fuori sede che hanno iniziato una battaglia di solidarietà: alcuni hanno già messo in campo una squadra di volonterosi pronti a dare battaglia all’evento traumatico, aiutando le famiglie in difficoltà.

Altri stanno organizzando una raccolta fondi per sostenere le spese vive di coloro che hanno perso la propria abitazione; altri addirittura stanno mettendo su un concerto di solidarietà, il cui ricavato verrà devoluto al fabbisogno cittadino.

La Chiesa, con l’arcivescovo di Matera-Irsina, Don Pino Caiazzo, amichevolmente così salutato dalla comunità, ha già offerto le abitazioni della Caritas a coloro che non fossero in grado di trovare una sistemazione temporanea, e ha subito fatto sentire la sua vicinanza con una Messa, celebrata presso la Chiesa madre a cui hanno partecipato non solo i sindaci dei comuni limitrofi, ma anche tutti i parroci che negli anni si sono succeduti a Pomarico, e che hanno contribuito a creare la comunità che oggi si sente trafitta dagli eventi.

“Noi vi sosterremo” ha detto l’arcivescovo. Mentre i fedeli ascoltavano le sue parole, emblematica la statua di San Michele Arcangelo, patrono della cittadina, a cui i pomaricani sono molto devoti, è stata posizionata di fronte l’altare come segno di ancora maggiore sostegno.

Il comitato dei cittadini, riunitosi dopo l’ultimo tragico evento, ha raccolto quasi 800 firme tra i residenti e non, per chiedere una conferenza di servizi, la quale dovrebbe svolgersi venerdì, come voluto dal primo cittadino, Francesco Mancini. Tutti, sopratutto attraverso i social, stanno dimostrando la loro vicinanza. Ma un semplice post su Facebook non basta.

La voragine, che ha divorato una fetta di centro storico, deve essere colmata, sia dalla forza della solidarietà concreta della cittadinanza, come peraltro sta avvenendo, che dall’impegno costante e futuro delle istituzioni. E se la frana, è riuscita a smuovere coscienze fin ora rimaste silenti, l’energia di questa comunità non deve disperdersi, ma essere d’esempio per il risveglio dell’intera collettività.

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